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Minzolini: “Il Tg1 dà tutte le notizie, anche quelle che gli altri nascondono”

Il Giornale ha dedicato oggi una pagina ad un‘intervista ad Augusto Minzolini, direttore del Tg1, che ieri nel suo studio di Saxa Rubra ha ricevuto la visita inaspettata (?) della Guardia di Finanza. La reazione espressa al quotidiano della famiglia Berlusconi è la seguente:

Sapete che c’è? Più mi attaccano, più mi intestardisco. Più mi intimidiscono, più vado avanti. Anzi, diciamola tutta: Mi diverto pure (ieri sera, non per niente, Minzolini ha realizzato un nuovo editoriale all’interno del telegiornale, Ndr).

Le forze dell’ordine sono entrate nella stanza del direttore per prelevare incartamenti relativi alla questione Tiziana Ferrario: Minzolini l’aveva rimossa dalla conduzione del Tg, la Ferrario ha intentato per questo motivo una causa. E l’ha vinta. Minzolini così l’ha promossa caporedattore, sebbene la magistratura gli avesse imposto il reintegro alla conduzione. Pertanto la Procura ora sta indagando per mancato adempimento dell’ordinanza del giudice del lavoro. Minzolini commenta:

Vedete che assurdità? Tutto questo è una boiata pazzesca. Se me l’avessero chiesto le avrei portate io le carte ai magistrati. Alla Ferrario ho offerto una posizione più importante di quella che aveva prima, le avevo pure proposto di nominarla inviata, ma invece dicono che l’ho voluta punire.

Per Minzolini le sostituzioni della Ferrario e della Busi sono riconducibili al mero “ricambio generazionale“. E la decisione della magistratura invece è contestualizzabile in una “evidente un’atmosfera di intimidazione“:

Dico solo che noto una esagerata attenzione per quello che succede al Tg1. E questo avviene sempre dalla stessa parte: un’area culturale e politica ben determinata.

Per Zavoli e Garimberti il Tg1 è schierato. Per Minzolini invece il suo è un “Tg nazional popolare riadattato” che dà “troppe notizie, anche quelle che gli altri nascondono”:

Come l’inchiesta sui presunti condizionamenti della camorra nelle primarie del Pd a Napoli, o quella su Penati a Milano o quella sul coinvolgimento di esponenti di sinistra a Bari.

Non solo quelle che interessano il centrosinistra:

Noi diamo anche le altre, pure quelle sulle intercettazioni sulle nottate di Berlusconi. Non faccio sentire registrazioni scabrose, per rispetto del pubblico. E penso che interessi più sapere le notizie sulla camorra che quelle sulle mutande della D’Addario.

La tesi dell’ex giornalista de La stampa è chiara:

Dato che l’informazione in Italia è quasi tutta orientata a sinistra, io offro un’altra visione, insomma completo il panorama dei media.

Capitolo ascolti. Il Tg1 dal 2009, quando s’è insediato Minzolini, è in calo, dal 28% di share al 24%:

Ma dovrebbero dirmi grazie, anzi darmi una medaglia. E invece mi fanno un sacco di menate. Nel calo di ascolti di tutta la tv generalista, io sto frenando il deragliamento. Nonostante tutto, manteniamo la leadership: il Tg1 resta stabilmente in testa a tutti i telegiornali e nel 2011 ha perso con il diretto competitor, il Tg5, solo tre volte. In passato, nei gloriosi anni di Riotta e di altri direttori, si perdeva molto di più.

L’ipotesi di un allontanamento di Minzolini resta probabile. Ma dal canto suo, il giornalista dice di voler rimanere, finché può, al suo posto. Anche se verrà rinviato a giudizio sulla questione delle carte di credito:

Certamente. Ho restituito tutto e ho agito sulla base di permessi che mi erano stati concessi. È solo una montatura politica.

 

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