Ma anche no: Antonello Piroso conquista la domenica pomeriggio

di Elide Messineo Commenta

Quando un programma è costituito da elementi interessanti, se finisce nella parte sbagliata del palinsesto, rischia di risultare noioso. Antonello Piroso continua a conquistare, mese dopo mese, anno dopo anno, sempre più spazio nel palinsesto di La7 e la domenica pomeriggio ci regala il suo Ma anche no.

Personaggi sempre interessanti e piacevoli da ascoltare… ma anche no. Perché? Semplice: la domenica pomeriggio il pubblico cerca la leggerezza, dopo un pranzo consistente e una spossante settimana di lavoro alle spalle, magari, ciò che vuole è assopirsi sulla poltrona ascoltando chiacchiere prive di grandi qualità. Quel che accade su tutti gli altri canali, sostanzialmente. Alla fine, quindi, ciò che sarebbe stato un merito, si trasforma quasi in un errore. Ma chissà se poi, alla fine, funziona davvero così?

Sulla scia di Che tempo che fa, Piroso ospita un personaggio dietro l’altro, lo sottopone a profonde interviste, anche da parte di giornalisti “esterni”, ma l’abbiocco delle tre potrebbe provocare qualche danno alla trasmissione. Ma anche no è un prodotto più adatto alla prima serata che al primo pomeriggio, tuttavia rimane un prodotto di buona qualità, questo è indubbio.

Il modo di fare giornalismo di Antonello Piroso è tra i più riusciti, tenuto conto dei media italiani; poi se consideriamo che si trova su La7, per qualcuno sarà un metodo “sovversivo”, per altri “imparziale” e per altri l’opposto, ma il succo è che non propone mai argomentazioni futili e nel parterre sfilano personaggi come Enrico Letta e Giorgio Faletti, passando per Mario Mori e Gino Paoli, tra pezzi di storia della politica e della musica d’Italia, fa la sua comparsa anche la crisi, un argomento che non si può arginare in nessun modo, forse nemmeno concretamente, viste le ultime polemiche suscitate dalle decisioni del Governo Monti. Le didascalie di tutte le tv contengono ormai la temibile parola, e in un crescendo di leggerezza, Piroso la manda via.

 Ma anche no costituisce una valida alternativa alla pochezza che la tv ci propina non solo la domenica pomeriggio, ma durante tutta la settimana. Tra il calcio e il Grande Fratello, chi avesse voglia, nonostante l’abbiocco, di mantenere attivo il cervello, può tranquillamente affidarsi alle interviste di Piroso. E’ altamente consigliato.

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