Riccardo Cresci: Siamo tutti incastrati da Peter Pan?

di Diego Odello 5

Secondo appuntamento con le riflessioni di Riccardo Cresci, volto giovane, noto al pubblico di Sky Tg 24, riguardanti la televisione italiana.

Fermi tutti! E’ iniziato il Grande Fratello e aggiungerei, finalmente. Ora siamo tutti più calmi e sereni nell’accendere la tivù, nel leggere un giornale o nell’ascoltare una radio. Un fenomeno mediatico così massiccio che è stato capace di catalizzare l’attenzione nelle ultime settimane, di tutti i mezzi di comunicazione più immediati (e pensare che non era nemmeno iniziato!).

Mani in alto quindi, l’occhio ci guarda lo stesso anche se siamo chiusi in bagno o nella doccia. Non c’è più niente da fare: siamo tutti fratellini che osservano, giudicano, curiosano e puntano il dito sui venti personaggi in cerca di gloria che se fossero passati per strada il giorno prima, neanche l’avresti calcolati nell’universo, se non per la loro avvenenza fisica. E’ così. Senza polemica, questa è una dimostrazione di costume, della nuova società di massa.

L’Italia guarda, anzi spia e, come la tradizione più paesana che si rispetti, spettegola dietro le spalle.

Un’altra dimostrazione possiamo coglierla con il finto svenimento cittadino in diretta della moglie d’Italia per eccellenza, Ilary Blasi. Ditemi voi la necessità di filmare per strada la Ilary Nazionale in tutte le fasi del suo presunto calo di zuccheri, condito da tutti i commenti del caso dei passanti che, invece di prestare soccorso, mietevano gossip e sussurravano ipotesi ed idee su una sua presunta gravidanza!

Allora sapete che dico, STOP.

Dobbiamo fermarci perché stiamo rasentando la follia nel ficcare il naso in quello che non ci riguarda: ormai tutto è un reality show, anche prendere un aperitivo al bar. Siamo tutti dentro al Grande Fratello seppur non dentro una casa.

Tutti si stanno uniformando alla tivù, perché la tivù che guardiamo altro non è che lo specchio di quello che stiamo diventando.

Giro un attimo su Canale 5 e vedo bambini che sono diventati più astuti ed arguti degli adulti, potrebbero far fessi i grandi. Nel caso specifico, proprio la trasmissione “Chi ha incastrato Peter Pan?

Non posso credere che un bambino di circa sei anni possa realmente porsi a un Christian De Sica chiedendo: ”Ma te nei film le donne te le ciuli tutte pe’ davero?”. Cosa? No, forse non ho sentito bene, allora mi documento meglio su youtube (dove ovviamente il video già era super cliccato) e realizzo un mondo che si sta rigirando completamente. Sono questi i veri insegnamenti che un attore come De Sica sta trasmettendo alle nuove generazioni con i suoi “cinepanettoni”?

Non voglio giocare a fare il bacchettone e al “moralizzatore”, ma questi ragazzini all’età dei loro genitori chissà cosa diventeranno. Non so se è veramente giusto farli crescere così in fretta bruciando le tappe.

Eppure niente mi toglie dalla testa che questo loro atteggiamento è sempre più spinto proprio dai loro parenti, quel pubblico che segue ogni reality e che sogna per il proprio figlio un glorioso trascorso televisivo. Un veloce e facile futuro da attore, chissà.

Divertente vedere queste “piccole canaglie” all’opera con l’ospite di turno, ma non riconosco niente di genuino, se non un rivestimento innocente orchestrato da qualcosa di ben più grande, piccole marionette mosse per far divertire, per far ridere, per apparire.

Ed ecco che il cerchio si chiude: tutto è mosso per apparire, tutto viene finalizzato nel fare successo facilmente grazie all’aiuto di quella telecamera accesa.

Non può che non far sorridere un bambino che gioca a fare il grande, ma la preoccupazione che nasce è riferita al fantasma nascosto di chi vuole esaltare questi comportamenti. Io non rido mica sentendo certe esternazioni, anzi, mi domando perché a casa si possano insegnare vocaboli o determinati significati senza intervenire.

Lo so, neanche a scuola nel 1940 riconoscereste più queste mie parole, ma se non recuperiamo una parvenza di morale e di principi, nel 2040 i nostri figli potranno portarci facilmente tutti al guinzaglio!

La nostalgia è sinonimo di passato, il tempo che passa e se ne va, ma quanto ci manca la purezza di una sana televisione rivolta anche ai più piccoli. Quella che proprio Paolo Bonolis aveva varato con Uan e i suoi “nemici” Puffi nella cameretta di “Bim Bum Bam”.

Torniamo sempre alla stessa domanda, c’è qualcosa da rimpiangere nella tivù di ieri? Forse si.

Cresci con Riccardo continua…

Commenti (5)

  1. Tutte cose giuste ma devi ammettere che Bonolis è un genio e gli autori sanno il fatto loro!

  2. E’ vero, le frasi sembrano scritte da copione, ma sei sicuro che i bambini di oggi non si comportino così veramente? Un compagno di mio figlio va a scuola con le foto della canalis e le scambia con gli amici come se fossero figurine

  3. Perché fai il moralizzatore? Guarda che esiste un oggetto chiamato telecomando che lascia la gente libera di cambiare canale!

  4. Rosichi tanto perché i bambini hanno più visibilità di te?? Forza Paolo!!

  5. Condivido quello che dici, scritto con una penna eccezionale, complimenti.
    Però Paolo Bonolis resta un genio. Dovevi dirlo.

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