Plastik – Ultrabellezza, i contenuti non sono così trash, è il contorno che è vanesio

di Fabio Morasca Commenta

In fin dei conti, Plastik – Ultrabellezza, il programma di Italia1 che grazie allo spostamento al venerdì sta riscontrando maggiori favori da parte del pubblico, non è così trash com’è stato frettolosamente accusato.

I contenuti, ossia le storie raccontate attraverso dettagliati servizi, rispecchiano, pur portate all’estremo con storie che oltrepassano la perplessità generale, fedelmente una società che da tempo immemore ha ormai anteposto l’apparire in luogo dell’essere, e la crudezza di alcune immagini può risultare pretestuosamente inopportuna ma non fino a definire il programma trash, come è ormai diventato, di facile usanza, categorizzare una trasmissione.

E’ il contorno che è vanesio. Un’Elena Santarelli, trasformata in una bambolina che alberga in un enorme casa di Barbie, dà un’immagine distorta di un programma che, a suo modo, può essere benissimo classificato, nel suo campo, come un programma d’inchiesta.

Le storie raccontate, per esempio, nella puntata di stasera, sono tra le più disparate e, come ovvio che sia, a tratti, incomprensibili ad una mente normodotata: si passa da una signora che si regala un lifting per i suoi 50 anni ad un uomo che si fa impiantare muscoli di silicone, dai cinesi vogliosi di tratti somatici occidentali fino ad arrivare ad una mastoplastica additiva post-anoressia.

Nel mezzo, troviamo Elena Santarelli, dalla sua casa delle bambole, che lancia i servizi con brevi introduzioni che rendono la sua presenza utile giusto per dare quel tocco glamour ad una trasmissione che, francamente, non ne avverte il bisogno.

Maggiori e brevi talk tra un servizio e l’altro, moderati dalla stessa Santarelli perchè no, avrebbero giovato di più ad una programma che, colpa anche degli standard televisivi attuali, è stato macchiato come “trash“, già prima della messa in onda.

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