Anpi contro Baudo, non si placano le polemiche dopo la trasmissione Il viaggio

di Valentina Petulla Commenta

L’Associazione nazionale partigiani italiani Anpi non ha apprezzato come Pippo Baudo ha trattato l’ attentato di Via Rasella nel programma Il viaggio, andato in onda lunedì scorso su Rai Tre.

 

Sopo passati 70 anni, sono state fatte  delle ricerche e dei processi. A Roma c’è la casa della memoria, dall’altra parte del fiume, a un quarto d’ora da via Rasella. Eppure Pippo Baudo, per descrivere l’accaduto ha scelto come voce narrante dei fatti il  responsabile militare del sacrario delle fosse Ardeatine, che ha scambiato i Gap, Gruppi di azione patriottica per Gruppi Armati Proletari, con un rocambolesco salto agli anni di piombo. Strano che non abbia detto che i Bozen erano altoatesini e che i partigiani  uccisero italiani altoatesini e non tedeschi.

 

 

I FATTI: Il 23 marzo del 1943 in via Rasella, i Gruppi di Azione Patriottica fecero esplodere una bomba contro un reparto delle truppe di occupazione tedesche, l’SS-Polizei-Regiment Bozen. L’esplosione causò un totale di 33 soldati tedeschi morti.  21 ore dopo l’azione i tedeschi  decisero di fucilare 10 italiani per ogni soldato morto, come rappresaglia all’attentato. 335 innocenti furono uccisi alle fosse Ardeatine e per  celare il posto dell’eccidio, i tedeschi fecero esplodere delle bombe all’ingresso delle cave Ardeatine.

 
LA POLEMICA: Durante la trasmissione  il maggiore dell’esercito Sardone, intervistato da Pippo Baudo afferma che: erano stati affissi dai tedeschi manifesti per tutta Roma che intimavano ai partigiani colpevoli dell’attentato di consegnarsi,oppure  sarebbero state fucilati 10 italiani per ogni tedesco morto. Argomento questo che ha molto infervorato l’Anpi, che ha  ripubblicato  le parole del Feldmaresciallo Kesserling nel processo Kappler, parole che negano l’esistenza di manifesti e di appelli prima della strage compiuta in sole 21 ore dall’attentato. L’Anpi  inoltre  non ha ritenuto accettabili alcune affermazioni formulate durante l’intervista: espressioni come attentato terroristico e responsabili che non si presentarono sono state il punto di partenza delle polemiche mosse dall’associazione.

 

 

LE SCUSE: Baudo, dopo vari battibecchi in cui ha cercato di dire la sua, ha riferito in un comunicato: Sono dispiaciuto. La mia posizione politica è nota, sono antifascista e antinazista. Lungi da me attaccare gli antifascisti. Con la mia puntata sulle Fosse Ardeatine volevo molto semplicemente rendere omaggio alle 335 vittime della ferocia nazista, persone che in buona parte non c’entravano nulla con la guerra.

 

 

 

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