L’Italia sul 2, Massimo Bernardini “castiga” l’Infante orfano della cronaca nera

Che furboni, i nostri amici de L’Italia sul 2. Di fronte agli ascolti non proprio eccelsi dei primi tre giorni di programma (che oscillano tra il 6 e l’8 per cento), sfoderano una carta vincente (in chiave soft) nel vano tentativo di delimitare la sottile linea tra il diritto all’informazione e l’eccessiva morbosità sui fatti di cronaca nera che tanto appassionano milioni di italiani. Senza citare alcuna trasmissione concorrente (giusto per non farsi nuovi nemici), Milo Infante tenta di analizzare i motivi che spingono il pubblico a seguire, sempre più spesso, trasmissioni dedicate ai casi giudiziari.

L’Italia sul 2: quanto resisterà l’austera coppia Infante – Bianchetti senza cronaca nera?

Raggianti e uniti più che mai, Milo Infante e Lorena Bianchetti, ritrovati traghettatori del pomeriggio di Raidue, hanno inaugurato la nuova formula de L’Italia sul 2. La scelta mirata di una scaletta pressochè monotematica (nel vano tentativo di cucire un filo conduttore che unisca le varie storie) annoia senza possibilità di recupero in extremis. Il clima d’austerità (quasi pietistica) che si respira in studio rischia di farci rimpiangere l’analisi delle varie dinamiche legate ai casi di cronaca nera che, lo scorso anno, hanno dato del filo da torcere a Se… a casa di Paola della Perego. Il desiderio del giornalista (apparso visibilmente imbarazzato nel confrontarsi con temi più frivoli come le corna di un marito con una ragazza più giovane) di occuparsi nuovamente dei gialli irrisolti che tanto appassionano l’opinione pubblica sulla falsariga di Quarto Grado, potrebbe trovare terreno fertile già nelle prossime settimane, se la nuova formula (via gossip e casi giudiziari) risultasse poco gradita ai telespettatori.

Porta a porta: lo spot sui casi Yara e Sarah durante Cenerentola non piace

Foto: AP/LaPresse

Antonio Marziale, consulente della commissione parlamentare per l’Infanzia e presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, si è scagliato contro la decisione di inserire lo spot della puntata di Porta a porta dedicata alla vicende di cronaca di Yara e Sarah, durante le pubblicità delle 22.30 del film d’animazione Disney Cenerentola:

L’interruzione di Cenerentola con il trailer di Bruno Vespa sulla puntata di Porta a Porta dedicata alla scomparsa di Yara e Sara è da considerarsi nefastaL’interruzione di Cenerentola con il trailer di Bruno Vespa sulla puntata di Porta a Porta dedicata alla scomparsa di Yara e Sara è da considerarsi nefasta. Non è ammissibile che una delle sempre più rare occasioni di intrattenimento dedicate ai bambini e alle famiglie debba essere funestata da uno spot inquietante, intitolato ‘Chi protegge i nostri figli?’, un condensato di pochi secondi ad effetto in grado di generare apprensione tra i minorenni e gli adulti intenti a seguire il capolavoro disneyano. Esistono leggi, per la verità alquanto ambigue che suggeriscono addirittura il divieto di messa in onda di spot pubblicitari durante i cartoni animati, ma laddove non arriva la legge dovrebbe sopraggiungere il buonsenso, la cui latitanza costituisce un segnale di deriva etica che nuoce gravemente alla salute del servizio pubblico radiotelevisivo. Sarebbe indispensabile conoscere dal presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, on. Sergio Zavoli, la differenza che intercorre tra servizio pubblico ed emittenza privata.

Domenica In e Domenica Cinque, tiene ancora banco, il caso di Sarah Scazzi, L’arena di Massimo Giletti “tragica”, Grignani e Columbro preti mancati

Barbara D’Urso ci dà il benvenuto per il consueto appuntamento con Domenica Cinque. Previsti tanti ospiti e poi, “siccome è una testata giornalistica”, si parlerà ancora di Sarah Scazzi, nella fattispecie, verranno svelati i verbali riguardo all’arresto di Sabrina Misseri, cugina di Sarah, indagata per omicidio volontario.

Prima del dibattito tesissimo, però, momenti di “leggerezza” con un breve intervento del Ministro del Turismo Vittoria Michela Brambilla, un’esibizione tratta dal musical Maria di Nazareth e il consueto collegamento con il sempre maltrattatissimo Paolo Corazzon:

Questo è il suo destino! Schiattare sotto la neve mentre noi siamo qui in studio! Non si preoccupi se non si vede il tuo viso, il suo sguardo non è così intelligente!

Successivamente, una Barbara D’Urso versione Maria Giovanna Elmi annuncia la sigla di Domenica Cinque che parte in quarta con i verbali riguardo la Misseri e il parterre coi soliti opinionisti.

Anche Massimo Giletti ci dà il benvenuto all’Arena di Domenica In con l’argomento che inevitabilmente inciderà anche su questa domenica televisiva e chissà per quanti altri fine settimana.