L’Italia sul 2: quanto resisterà l’austera coppia Infante – Bianchetti senza cronaca nera?

di Redazione 1

Raggianti e uniti più che mai, Milo Infante e Lorena Bianchetti, ritrovati traghettatori del pomeriggio di Raidue, hanno inaugurato la nuova formula de L’Italia sul 2. La scelta mirata di una scaletta pressochè monotematica (nel vano tentativo di cucire un filo conduttore che unisca le varie storie) annoia senza possibilità di recupero in extremis. Il clima d’austerità (quasi pietistica) che si respira in studio rischia di farci rimpiangere l’analisi delle varie dinamiche legate ai casi di cronaca nera che, lo scorso anno, hanno dato del filo da torcere a Se… a casa di Paola della Perego. Il desiderio del giornalista (apparso visibilmente imbarazzato nel confrontarsi con temi più frivoli come le corna di un marito con una ragazza più giovane) di occuparsi nuovamente dei gialli irrisolti che tanto appassionano l’opinione pubblica sulla falsariga di Quarto Grado, potrebbe trovare terreno fertile già nelle prossime settimane, se la nuova formula (via gossip e casi giudiziari) risultasse poco gradita ai telespettatori.

L’educazione dei figli, ricondotta ad un grado di violenza generalizzata, coinvolge autorevoli testimonianze: l’onnipresente Caterina Collovati dispensa la sua esperienza di madre piuttosto contraria all’uso delle forza fisica si scontra con il prezzemolino Antonio Marziale che, pur non avendo prole, condanna apertamente i ceffoni verso i minori. C’è anche spazio per un collegamento Skype con Maria Scicolone, invitata forse per appagare la curiosità del pubblico (avrà mai picchiato la figlia, Alessandra Mussolini quando era bambina?!). Ed, infine, si disturba anche il professor Vittorino Andreoli per un parere “disinteressato” sul comportamento adolescenziale.

La Bianchetti è l’unica a sorridere perché è riuscita a riprendersi il posto di primadonna, “soffiatole” dalla Balivo. Sorridente, compiaciuta, disinvolta (l’ostentazione del suo rapporto con Infante tra risate e gag di dubbia comicità appare alquanto esagerata), detta le fila del programma, scandendo i ritmi più appassionanti (si fa per dire) di tutti i racconti (la fama di tombeur de femme di Marco Balestri e Corinne Clery nonna a 60 anni). Anche il pubblico parlante in studio fatica a trovare il giusto (ed equilibrato) “posto al sole” per esprimere una qualsiasi opinione degna di nota. Patrizia Pellegrino rompe tutti equilibri (e smuove un po’ le acque) scagliandosi contro la Bianchetti “traditrice”, che l’avrebbe invitata per spifferare tutti i dettagli del tradimento di Stefano Todini. L’attrice se ne va quasi indignata (finiti i suoi interventi all’Italia sul 2?!). In questi casi, un ritorno al passato non è garanzia di successo immediato. Non era meglio puntare su un prodotto al passo con i tempi e con un ritmo più incalzante?

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