Gary Unmarried, Legally Mad, Miami Trauma, Empire State, Flash Forward, Better Off Ted, Human Target, Masterwork, Roman’s Empire, Parks and Recreation, Boldly Going Nowhere, Eva Adams, The Unusuals, Never Better, Grey’s Anatomy, Private Practice, See Cate Run, U.S. Attorney, Pushing Daisies, Law & Order: Criminal Intent, Battlestar Galactica, Supernatural: news tra alti e bassi.

Apriamo con quella che è decisamente un‘aria di crisi in casa Sag. Stando infatti a quanto riportato dall’Hollywood Reporter, sembra che ben 50 pilot sui 70 previsti per la prossima stagione andranno a finire all’Aftra, con un en plein per quota 100% 20th TV e Sony TV.

Questo accade perchè l’Aftra ha un contratto con l’AMPTP, e i nomi delle serie associati a questa situazione sono veramente tanti: basti citare Gary Unmarried, Legally Mad, Miami Trauma, Empire State, Flash Forward, Better Off Ted, Human Target, Masterwork, Roman’s Empire, Parks and Recreation, Boldly Going Nowhere, Eva Adams, The Unusuals, Never Better.

Adesso le buone notizie. Per prima cosa Kate Walsh potrebbe tornare concretamente a far parte del cast di Grey’s Anatomy. La Walsh, soddisfattissima del suo Private Practice, si dice assolutamente elettrizzata quando si tratta di tornare a Grey’s Anatomy.

Aftra e Sag insieme per i contratti pubblicitari

I soldi derivanti dalla pubblicità potrebbero riunire per una volta l’Aftra e la Sag, i due sindacati americani, che momentaneamente stanno tenendo in allerta le produzioni cinematografiche e televisive, con le loro proteste.

Mentre sullo sciopero degli attori, bisognerà aspettare ancora qualche settimana per avere novità certe, la Sag e l’Aftra avranno modo di incontrarsi il 9 e il 10 gennaio, per confermare l’accordo sui contratti pubblicitari (salari, trattamenti) già esistente.

Sciopero degli attori: la “serie” continua

La Fox TV alza la voce in mezzo alla baruffa creata dalle vicende che si stanno accalcando l’una sull’altra, creando uno scenario più che confusivo. La minaccia è presto detta: si tratta di passare tutti i contratti delle sue serie tv dalla SAG all’Aftra.

Detto così puiò non sembrare così temibile. Il problema è che l’appartenenza ad entrambi i sindacati impedisce agli attori di attuare lo sciopero a priori, dato che Aftra ha firmato con i produttori, ed è quindi vincolata a onorare gli accordi del contratto tra attori e Amptp.

A questo punto ci si capisce poco. La mossa sembra un pò eccessiva, per svariati motivi. E’ vero che si parla di sciopero da tempo, che ci sono delle date, che dondolano sulle teste di noi spettatori, ma soprattutto degli attori, come un’inquietante spada di Damocle.

Sciopero degli attori: la SAG ribolle

Dopo un iniziale rifiuto dello sciopero in favore di nuove trattative e negoziazioni, si dibatte sulla necessità o meno di mettere arrivare a tanto. Le conseguenze, sappiamo, sarebbero, come dire, devastanti, soprattutto per noi “cinetivuofili”.

Rosenberg ha quindi convocato un incontro di emergenza, in opposzizione a un atteggiamento che lui stesso vede come autodistruttivo e controproducente. Le posizioni dunque sono queste, ed effettivamente l’interesse degli iscritti sarebbe messo in secondo piano nel caso dell’attualizzarsi dello sciopero.

Le date di lunga data, si fa per dire, ovviamente, sono sempre quelle: convocazione ai voti il 2 Gennaio per tutti i 100,000 members, con pubblicazione dei risultati il 23 dello stesso mese.

Sciopero attori Usa: come andrà a finire?

E’ iniziata l’attesa per quello che potrebbe essere l’evento più grave del 2009 per lo show business americano: lo sciopero degli attori a quasi un anno da quello degli sceneggiatori. In queste ore la SAG (Screen Actor Guild), il sindacato degli attori Usa che ha rotto le trattative con l’AMPTP (Alliance of Motion Picture and Television Producers) associazione dei produttori, sta decidendo dopo un incontro all’Harmony Gold Theater di Hollywood, come comportarsi considerato che le “anime” interne al sindacato hanno un parere tutt’altro che unanime, circa lo svolgersi dell’agitazione.

Sono diversi i fattori che potrebbero influenzare il voto a favore o contro la decisione di scioperare, considerato che deve essere raggiunta la maggioranza del 75% dei votanti perché si possa procedere. Il punto è proprio questo: quanti membri della SAG andranno a votare? Ben 44 mila di loro sono iscritti anche all’AFTRA altro sindacato che di recente ha ratificato l’accordo e quindi non avrebbero molto interesse verso uno sciopero che di fatto li danneggerebbe . Se si considera poi che il 90% dei membri SAG guadagna non più di 28 mila dollari l’anno, mentre solo una minoranza vive esclusivamente del lavoro d’attore, mentre gli altri possono essere considerati “occasionali”, che interesse avrebbero questi ultimi a bloccare l’attività lavorativa?

Showbiz Usa: ancora nessun accordo tra attori (SAG) e produttori (AMPTP)

Ancora acque agitate nel mondo dello show business americano, lo sciopero degli attori hollywoodiani potrebbe non essere scongiurato. Proprio pochi giorni fa l’atmosfera che si respirava negli ambienti dello spettacolo d’oltre oceano, faceva pensare a una soluzione della controversia che vede da un lato il sindacato AFTRA (American Federation of Television and Radio Artist) che rappresenta gli attori televisivi e radiofonici e la SAG (Screen Actors Guild), che con i suoi 122mila membri gode di una notevole influenza in quel di Hollywood mentre dall’altro l’AMPTP (Alliance of Motion Picture and Television Producers) ovvero il sindacato dei produttori.

L’AFTRA con i suoi 77 mila membri ha di fatto ratificato l’accordo sui programmi di prima serata con l’AMPTP che si è affrettata a dichiarare: “Apprezziamo il voto di fiducia degli attori per l’accordo che abbiamo raggiunto con l’AFTRA, ci auguriamo che dimostri ai leader della SAG che è possibile stilare nuove relazioni economiche così come abbiamo fatto con gli sceneggiatori, i registi e gli attori, e che non c’è spazio per uno sciopero, che sia di fatto o reale“. A questo punto tutto sembrava propendere per una rapida soluzione del contenzioso, con una SAG disposta a scendere a più miti compromessi, ma le circostanze hanno preso una piega ben diversa, creando una spaccatura tra i due sindacati.

Nonostante l’offerta dei produttori di 250 milioni di dollari, più dieci se l’accordo verrà raggiunto entro il 15 agosto, proposta definita dall’AMPTP:“definitiva e non sarà rivista”, la SAG è più che mai intenzionata a tenere duro come riferito da Doug Allen a capo dei negoziatori: “Non abbiamo respinto l’offerta della AMPTP, abbiamo fatto una controproposta che mantiene alcune delle loro proposte e per altre suggerisce soluzioni alternative” Dal canto suo AMPTP ha dichiarato preoccupata:“A nostro avviso, questo rifiuto dell’offerta è l’ennesima dimostrazione che i leader della SAG hanno intenzione di mettere a rischio la quiete. Ogni ulteriore ritardo nel raggiungimento di un accordo globale ragionevole è un affronto nei confronti delle migliaia di lavoratori della nostra industria che sono stati già gravemente lesi da uno sciopero”.

Showbiz Usa: ora sono gli attori che preparano un nuovo sciopero

Tempi duri per lo show business americano, un nuovo sciopero si delinea all’orizzonte dopo quello che ha riguardato gli sceneggiatori della Writers Guild a inizio anno e che di fatto per diverse settimane ha bloccato la realizzazione delle più importanti serie televisive.

Ora a far valere i propri diritti sono gli attori che con il contratto in scadenza lunedì 30 giugno, minacciano di mandare di nuovo all’aria non solo i palinsesti televisivi ma anche le produzioni cinematografiche dei prossimi mesi.

Il motivo del contendere è l’accordo che il sindacato AFTRA (American Federation of Television & Radio Artists), quello degli artisti radio e tv, ha raggiunto con l’AMPTP (Alliance of Motion Picture and Television Producers) sigla che raggruppa le principali majors e produttori, secondo cui gli attori rinuncierebbero, tra l’altro, ai diritti sull’utilizzo di clip tratte da film per usi diversi dalla promozione della pellicola, clausola duramente contestata dal SAG (Screen Actors Guild), sindacato degli artisti di cinema e tv.