Da quest’oggi su Raitre, torna in replica, dopo essere andato in onda su Rete 4, la telenovela Brasiliana Vento di passione (Aquarela do Brasil), prodotta nel 2000, con la regia di Jayme Monjardim e soggetto di Lauro César Muniz, che conta un totale di 60 episodi da 50 minuti l’uno.
La telenovela è ambientata nel 1943 e racconta la storia di Isaura (Maria Fernanda Candido), una ragazza che vive con la famiglia, composta da la madre Olga (Bete Mendes), il padre Maurizio (Sebastiao Vasconcellos) e lo zio Felipe (Marco Ricca) nella tranquilla cittadina di Roseiral. La bella Isaura ha un sogno, quello di diventare una cantante radiofonica.
Nonostante il periodo non sia il migliore, a causa dell’entrata in guerra del Brasile contro il vecchio continente, la ragazza riesce, con l’aiuto dello zio, a partecipare ad una gara di canto. La felicità per la vittoria della gara però, viene subito accantonata all’arresto dello zio, ritenuto una spia nazista.
Elio (Hedson Celulari), un capitano dell’esercito che l’aveva sentita cantare, cercherà di aiutarla a far scagionare lo zio, da subito, tra i due scoccherà qualche cosa di sentimentale, ma nel frattempo, Zio Felipe viene trasferito al carcere di Rio, ed Isaura lo segue cambiando città.
Nella capitale, la ragazza incontra un pianista di nome Mario (Thiago Lacerda), grande amico dello zio, che dopo averla sentita cantare, la lancia nel mondo della musica, tanto che alla fine la ragazza riesce ad affermarsi come cantante. Tra i due scoppia la passione, ma Elio, il capitano innamorato anch’esso di Isaura, fa del tutto pur di riaverla, nel frattempo, lo Zio Felipe viene torturato e lei, con coraggio lancia un appello alla radio … cosa che comporterà numerosi problemi alla sua carriera e alla sua vita.
Curiosità: Vento di passione, in realtà, non si potrebbe definirla una telenovela, poiché, differentemente dal genere, viene trasmessa dopo essere stata scritta e girata. Il titolo Aquarela di Brasil è una canzone popolare che metteva in risalto la bellezza del Brasile, inoltre, i costumisti hanno cercato di rappresentare in maniera perfetta i costumi del periodo, per esempio, per le uniformi dei soldati in Italia, si è direttamente esaminato il capo d’abbigliamento presso il Museo dell’Esercito.
Anche la scenografia, l’ambientazione, è rimasta fedele alla Rio degli anni ’40, grazie ai numerosi filmati dell’epoca e le foto trovate negli archivi ed un documentario trovato a Rio e realizzato dal Governo degli Stati Uniti D’America.