Non smettere di sognare, successo o fregatura?

di Redazione 2

Il film tv Non smettere di sognare è stato un successo televisivo, lo dicono i numeri, 6.744.000 telespettatori (30,71% di share) e lo ha detto anche il direttore Fiction Mediaset Giancarlo Scheri ieri, in occasione della conferenza stampa indetta per annunciare il ritorno di Paolo Bonolis a Mediaset:

Questo successo premia la grande attenzione che Mediaset ha sempre avuto e continua ad avere nei confronti dell’innovazione e della sperimentazione. Un passo importante verso la costruzione di un nuovo modello produttivo di fiction: costi più contenuti, attenzione ai giovani talenti e uso dell’alta definizione. Un modello che ci avvicina sempre più agli standard internazionali. E’, inoltre, l’ulteriore dimostrazione delle eccellenti capacità professionali dei dipendenti Mediaset e dell’alto profilo delle sue strutture produttive. Il pubblico giovane ha premiato la fiction targata Mediaset: il 44.8% dei bambini tra i 4 ed i 7 anni ed il 51.6% dei ragazzi tra gli 8 ed i 14 ha seguito con passione le avventure di Stella. Inoltre “Non smettere di sognare”, come commedia romantica, è piaciuta moltissimo anche al pubblico femminile più giovane: il 68.9% delle donne tra i 15 ed i 19 anni ed il 56.3% delle donne tra i 20 ed i 24.

Innovazione, sperimentazione, attenzione ai giovani talenti, modello che si avvicina sempre più agli standard internazionali: è veramente così?

A livello tecnico evidentemente si (di fiction in HD ne abbiamo viste ancora poche in Italia; l’idea di girarla negli studi di Cologno Monzese richiama il modello low cost estero), ma quanto a contenuti di novità ce n’è ben poca: la storia è troppo lineare, piena di luoghi comuni, già vista (è fiabesca all’inverosimile, scimiotta Flashdance e sfrutta impietosamente il successo dei talent show) e poco credibile; i dialoghi, piatti, senza spessore, che non esaltano le capacità recitative degli attori.

Dopo una critica così distruttiva, la domanda più scontata da porsi è: sono tutti scemi i telespettatori che sono rimasti incollati al teleschermo? Non capiscono niente di televisione quasi sette milioni di italiani?

Ovviamente no, perché l’obiettivo di una fiction è quello di intrattenere e non per forza di essere pedagogica. Semmai non è corretto, nei confronti di noi spettatori, offrire un prodotto così privo di contenuti. Intendiamoci: nessuno si aspettava un film da Oscar, ma tra la fiction andata in onda lunedì e un film d’applausi c’è un abisso.

Il problema, dunque, non è lo spettatore che guarda un simile prodotto (ogni tanto non fa male distrarsi, ve lo dice uno che è accusato costantemente di guardare Uomini e donne e Amici), quanto il produttore che offre a noi, pubblico televisivo, solo questi tipi di storie, raccontate come se fossimo dei bambini: qualche pensiero più profondo, qualche momento più concitato e un racconto meno lineare (con un montaggio più moderno) ci avrebbero fatto cambiare canale? Penso proprio di no.

Commenti (2)

  1. Ciao a tutti! mercoledi scorso come molti altri italiani ho visto il nuovo filmtv “Non smettere di sognare”…al contrario di quello che risulta dai dati rivelati(grande successo) penso che questa nuova produzione sia letteralmente orribile.
    Spiegherò il perchè: la storia è banale,le situazioni e le azioni puoi prevederle con un anticipo di 10 o 20 min;la recitazione è molto ma molto scadente; le pseudo ballerine o controfigure che siano sono incapaci di danzare e per finire i balletti sono a livello zero,diciamo alla pari di quelli delle veline.
    p:s :almeno come controfigure potevate prendere delle ballerine vere…
    Spero che questo mio giudizio vi faccia pensare…

  2. ciao ha tutti mi peace costo filim e bello e ache una parte delle filmi e vero nu smettere di sogniare e cozi nela vita no .voi coza mi diciette io peso di si

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