Butta la luna 2, riassunto quinta puntata

di Monia Gelfo 1

Ieri sera è andata in onda la quinta puntata di Butta la luna 2. Alyssa (Fiona May) viene a conoscenza che l’incendio del negozio era probabilmente di natura dolosa. La donna viene convocata al commissariato, in quanto considerata come presunta artefice di tale incendio.

Viene a conoscenza dell’accaduto anche il Dottor Luca Ferrari (Roberto Farnesi), che s’informa con Cosima (Chiara Conti). Una donna rumena alla ricerca della propria figlia, rapita quando era appena nata,  si rivolge al Tribunale. Racconta a Cosima ed al giudice per cui lavora, di essere stata abbandonata dal fidanzato italiano, non appena saputo che fosse incinta e di aver partorito a casa di una donna rumena come lei, che le ha portato via la figlia appena nata.

Cosima fa  accogliere la donna all’interno della casa famiglia. La psicologa chiede, durante un incontro con Luca Ferrari, di occuparsi della pratica riguardante il caso che stanno seguendo.

Alyssa ha qualche dubbio su chi possa essere stato a causare l’incendio e parla con Sabrina di telefonate anonime e silenziose che le sono state fatte nei giorni precedenti all’incendio.  Nel frattempo, si rimbocca le maniche e decide di risistemare il negozio, con l’aiuto a sorpresa di alcune persone a lei care, tra cui Luigi (Giuliano Gemma).

Il commissario pone un’ordinanza di sequestro del negozio di Alyssa, in quanto dai libri contabili manca un’ingente somma di denaro, e si ipotizza che Alyssa abbia incendiato il negozio per intascare l’assicurazione e bilanciare la perdita.

Alyssa informa Sabrina della mancanza dei soldi, e quest’ultima, con feddrezza calcolatrice, giustifica la loro assenza, attribuendo la colpa a Safya. Continua la ricerca della bambina rumena, strappata alla madre appena nata. Si ipotizza che sia stata venduta illegalmente ad una coppia di italiani desiderosa di avere figli.

Alyssa cerca un confronto con Safya chiedendole se è stata lei ad aver preso i soldi in negozio, e la ragazza dispiaciuta dell’accusa, va via in lacrime, decidendo di non volere allcun tipo di rapporto con lei. Viene interrogata la coppia accusata di aver comprato illegalmente la bambina, che al momento nega di essere implicata in questo tipo di situazione.

Dopo continui interrogatori e dopo le evidenti prove che dimostrano che  la coppia non ha mai avuto una bambina, la moglie decide di parlare e dichiarare la loro colpevolezza. Tra Massimo e Cosima le cose non sembrano andare più bene. Quest’ultima infatti, si è resa conto dell’attaccamento morboso di Massimo al denaro, proprio perchè realizza spettacoli di beneficienza per trarne esclusivamente vantaggi personali  e decide di trascorrere l’intera giornata non più in sua compagnia, ma  nella casa famiglia per dare un pò di conforto e sostegno ai bambini che vivono al suo interno.

Finalmente la donna rumena può riabbracciare la propria figlia, che non sa di essere stata adottata e che si sente come un pesce fuor d’acqua. Alyssa finalmente ha l’opportunità di riaprire il negozio in quanto non ci sono prove a suo carico, ma è angosciata dal fatto che Safya se ne sia andata. Ne parla con Sabrina, la quale decide di confessare di aver preso i soldi dal negozio a causa di un prestito chiesto ad  uno strozzino. I conti tornano, e tutto è più chiaro, ma Alyssa è rimasta delusa dal comportamento di Sabrina.

Quest’ultima cerca di rimediare all’errore,e  con l’aiuto della polizia, riesce a far arrestare lo strozzino. Alyssa decide di non licenziarla, ma almeno vuole essere risarcita dei danni subiti durante l’incendio al negozio, dal momento che l’assicurazione non li copre . La situazione tra Sabrina e la famiglia del suo fidanzato Francesco sembra essersi sitemata, dopo che i genitori di lei hanno scoperto che la ragazza è finita nelle mani di uno strozzino, dimostrando di non  voler più seguire altri tipi di strade (quale la prostituzione) per avere un facile guadagno.

Se la situazione sembra essersi risolta per il meglio, non lo è per il Dottor Luca Ferrari,che riceve un avviso di garanzia in quanto indagato per corruzione.

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