Il Bambino della domenica

di Enrico Nanni 3

E’ di nuovo il momento di parlare di fiction, spezzata ancora una volta in due puntate; e siamo ancora su Rai 1 in prima serata. Stavolta ci si concentra sui sentimenti e sull’effetto che questi possono avere sulle vite delle persone.

Sto parlando de Il Bambino della Domenica, la nuova fiction drammatica che affronta l’intreccio di due vicende difficili vissute da due persone molto diverse e allo stesso tempo molto simili.

L’unico modo efficace per affrontare le difficoltà si rivela sempre lo stesso, ovvero il cercare di resistere unendo le proprie forze, stando vicini l’uno all’altro, affrontando le avversità fianco a fianco.


La fiction è prodotta da Rai ed è realizzata da Casanova Entertainment, per la regia di Maurizio Zaccaro.

I protagonisti sono Marcello e Carmine, ottimamente interpretati da Giuseppe Fiorello e Riccardo Nicolosi.

Le vite dei due hanno un incipit drammatico. Il pugile tradito da una parte, tradito dall’amicizia, e senza più la possibilità di esercitare la propria passione, come se non bastasse viene perfino lasciato dalla moglie.

Il piccolo invece, senza la mamma, disconosciuto dal padre, vive nel contesto infelice di una casa famiglia, e il suo destino non sembra essere migliore di quello di tanti nelle sue condizioni.

Simili punti di partenza non promettono grandi prospettive, ci si chiede come si possa costruire un’esistenza a partire da tali premesse. Ma l’intreccio di amore e buoni sentimenti scaturito dall’incontro tra i due darà i suoi frutti. Le cose sono infatti destinate a cambiare.

Le vicende si svolgono in quello che potremmo definire un “sottomondo” difficile sia da vivere sia da rendere vivibile ormai, essendo parte integrante dell’Italia che accettiamo e vivamo tutti i giorni, e sull’esistenza del quale letteralmente viviamo.

La difficoltà di queste situazioni è evidenziata, al cinema, in questo periodo, da film scioccanti e veri come Gomorra; ovviamente non ci troviamo davanti a qualcosa del genere, mi riferisco tuttavia alla tendenza a rappresentare il vero, a contestualizzare le vicende in modo da ricordarci che certe cose ci sono, e non a farcelo dimenticare.

Encomiabile quindi la scelta di ambientare la fiction in questo contesto, senza patine, e senza polveri incantate ad imbellettare alcunché.

Quello che emerge davvero sono i buoni sentimenti, quelli che scaturiscono dalla necessità, dal bisogno di aggrapparsi a qualcosa per riuscire ad andare avanti, a raggiungere le proprie modeste mete.

Tra gli altri troviamo nel cast Anita Caprioli, David Coco, Vittoria Piancastelli, Maurizio Machetti, Davide Boccioni e il mitco Mouhamed Alì Ndjaie.

Commenti (3)

  1. BRAVI. BRAVO BEPPE E SOPRATUTTO IL PICCOLO RICCARDO.SIAMO SICURI CHE ABBIA 8 ANNI? GRANDISSIMO

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