Home » Cult Book

Cult Book

Leggere è un’attività insostituibile. Tutti dovremmo dedicare, a mio avviso, almeno una parte della nostra giornata a sfogliare le pagine di un buon libro. Tuttavia il tempo è tiranno, e non solo non si trova il tempo di aprire il libro: spesso il dramma diventa scegliere quello giusto, quello che fa per noi, divincolandosi tra il consiglio prezioso di amici/parenti/partner, pubblicità e il nostro fenomenale sesto senso nel trovare il libro giusto.

Meno male c’è Cult Book. Cult Book è una trasmissione di Rai Educational, in onda il giovedi a mezzanotte e mezza su Rai3, che ci racconta fondamentalmente di letteratura. Non pensate tuttavia a una rassegna di libri, prchè non lo è, è tutt’altro, è molto di più: la letteratura ci viene servita “in casa” già selezionata, analizzata in modo approfondito e decorata da immagini e suoni.

L’originalità sta nel modo in cui è struttrata la trasmissione. Il giovane conduttore Stas’ Gawronski, coadiuvato da altri personaggi attinenti al mondo letterario, legge brani del libro di cui si sta parlando, e pronuncia ogni parola con trasporto e carica emotiva. Vedere Stas’ che legge seduto in poltrona, mentre la telecamera alterna velocemente le inquadrature, riesce a farci venire voglia di abbandonarci alla lettura.


Il programma è suddiviso in parti ben definite, che aiutano il lettore a orientarsi; ogni parte rappresenta l’occasione per approfondire alcune sezioni del testo, la trama e la figura dell’autore contestualizzata nella stesura dell’opera stessa.

Si inizia col grande Mario Soldati, e con il suo libroLa sposa americana(1977), e dopo qualche citazione diretta dal testo ci viene raccontata la trama. Il libro parla d’amore, di tradimento, e di morale; centrale è la figura di Edith, sposata al quarantenne Edoardo, che la tradisce con Anna. Il libro è stato pubblicato nel 1977 da Mondadori, Premio Napoli del 1978. Alla lettura di brani del testo si alternano commenti di persone esperte ed appassionate.

Francesco Piccolo parla del lato sessuale, il lato fisico della storia, e della passione tra i due amannti, mentre Domenico Scarpa canzona leggero l’incapacità del protagonista nel comprendere le donne, ammiccando con partecipazione alla sua setssa ingenuità.

La narrazione – perchè di questo si tratta – prosegue con l’enfasi posta sull’eclettismo di Mario Soldati, dedito alla coltivazione della arti figurative, mentre sullo sfondo ci accarezza una gradevole musica di pianoforte. Segue un’intervista a Giorgio Bassani, che parla di Mario Soldati come di un maestro.

Immagini e musica si fondono con uno stile narrativo misto, fatto di interviste, di citazioni dell’opera trattata, che risultano in un affresco mutevole in cui le musiche non durano mai abbastanza da farci concentrare su di esse, sono sempre un sottofondo mentre le immagini svolgono il loro ruolo di rendere più suggestiva la narrazione.

Mario Soldati viene definito come uno dei primi uomini ad essere andato veramente in America, e l’epilogo della sezione a lui dedicata è un delizioso spezzone di un intervista all’autore, che incita a pregare un “qualcosa di misterioso” per vivere bene; pregare, quindi, ma senza sapere esattamente cosa, e amare la vita.

Una cosa che colpisce subito è che Cult Book parla dei personaggi e dello scrittore come se fossero sullo stesso piano di realtà; questo implica che l’autore sia in effetti riuscito, alla fine della sua vita, a divenire egli stesso narrazione, forse la più auspicabile delle mete per uno scrittore.

Nei successivi trenta secondi Maria Agostinelli ci parla di Avverbi di Daniel Handler: accenna alcune informazioni con voce concisa: il libro parla d’amore, l’amore vissuto in tutte le modalità possibili. La descrizione è veramente breve, poi lo getta sulla bilancia e lo descrive come “380 grammi vulcanici”. Vi rendete conto, lei pesa il libro su una bilancia! La cosa fantastica è che l’ausilio delle immagini, rappresentatnti gesti come questo, rafforza moltissimo il significato delle parole, a me è venuta subito voglia di leggere il libro!

Senza un attimo di sosta si arriva a parlare di Fine di una Storia del celebre Graham Greene. Una storia d’amore e di gelosia, in cui quest’ultima domina il burrascoso rapporto tra Sarah e il suo amante Bendrix; quest’ultimo legato in modo ossessivo a Sarah, vede l’amore come una passione vincolante che lei riceve invece in modo passivo, come un dono che non si può rifiutare.

Bellissimo l’alternarsi tra la lettura di brani del libro e le immagini tratte dalla versione cinematografica dell’opera, il tutto accompagnato dalle sapienti note dei REM.

Dopo una breve citazione da Pasolini tocca a Rossella Postorino con La stanza di sopra. Si tratta della drammatica storia della giovane Ester che vive in casa col padre paralizzato, che pesa moltissimo su tutti gli abitanti della casa, tanto da “immobilizzarli”.

E’ la storia di un lutto che non può essere elaborato, è una storia di sospensione emotiva, in cui la giovane Ester si abbandona a rapporti confusi; all’ epoca dell’incidente Ester vive in uno stato di congelamento delle emozioni, libera da controlli e da “super io”; si concede agli amici, si fa toccare, ma non per piacere , ma per sperimentare la vita seguendo un approccio borderline.
Cult Book è una trasmissione ricca, variopinta, piena di spunti interessanti e destinata a trecentosessanta gradi al pubblico dei lettori. L’uso intelligente delle immagini e dei suoni incuriosisce lo spettatore, ne tiene alta l’attenzione, facendo in modo che la narrazione non si trasformi mai in una recensione, ma rendendola un’esperienza multi sensoriale, più ricca.

Sembra quasi di leggere un libro.

Lascia un commento