The Voice: ecco perchè il talent show di Rai2 rischia il tracollo

di Redazione 1

Mi sto disaffezionando a The Voice, il talent show del giovedì sera di Rai2 in onda alle 21.10 con quattro coach d’eccezione come Noemi, Raffaella Carrà, Riccardo Cocciante e Piero Pelù. A condurre l’attore Fabio Troiano. E il calo di ascolti della puntata di ieri – circa 3 milioni di telespettatori e il 12,39% di share – dimostra che non sono il solo.

Personalmente mi sono sempre stupito del successo di The Voice: per carità, lo ritengo un ottimo programma ma non mi sarei aspettato degli ascolti così lusinghieri come nelle scorse settimane, quando il talent show condotto da Fabio Troiano veniva piazzato in prime time contro Che Dio ci aiuti 2 (da ieri vanno in onda le repliche della prima stagione), le partite di Europa League e Servizio Pubblico di Michele Santoro. Invece il talent nelle ultime due settimane era riuscito anche a superare il rivale di La7. Ma ho l’impressione che ieri il nuovo giocattolino di Rai2 si sia leggermente rotto, a causa di alcuni errori a mio avviso macroscopici. Vado ad elencarli.

1. RETORICA A GOGO’

Il conduttore Fabio Troiano e i tre dei quattro giudici (da questo fenomeno escludo Piero Pelù) rischiano di diventare più ripetitivi di Barbara d’Urso. Costoro utilizzano un linguaggio formulare che alla lunga ha stancato: Raffaella Carrà trova tutti pazzeschi, Riccardo Cocciante ricorda ad ogni escluso che si terranno le audizioni di un suo prossimo spettacolo, Noemi per tutte le blind audition ha rammentato la sua preferenza per un concorrente maschio perchè “nella sua squadra aveva troppe donne“.

Per non parlare del presentatore, incapace di pronunciare una frase semanticamente diversa da “E’ una scelta difficile”. Il rischio di risultare artefatti è elevato.

2. UN REPERTORIO ARCINOTO

Se nel corso delle blind audition gli aspiranti concorrenti hanno sottoposto ai quattro coach dei brani non famosissimi (penso all’albanese Elhaida, che ha portato la spiazzante Mama knows best di Jessie J, famosa Oltreoceano ma qui sconosciuta), lo stesso non può dirsi per le Battles. Nel momento in cui i coach hanno selezionato i loro pupilli, questi hanno affidato loro canzoni per la maggior parte anglofone ma universali. Va benissimo The power of love, ma Rehab di Amy Winehouse e soprattutto Baby di Justin Bieber (!) si sarebbero potute evitare. Per dire, X Factor si differenzia da Amici perchè nel primo puoi ascoltare pezzi di Piero Ciampi, gli Ultravox, Umberto Bindi. Anche se Baby cantata da Mario Biondi è un piccolo capolavoro.

3. I VOCAL COACH: UNA CARRAMBATA PERENNE

Dopo due puntate di Battles lo spettatore si stufa di vedere gli sfidanti perennemente esterrefatti di vedere Gianni Morandi, i Modà o Mario Biondi irrompere durante le prove. Non vale questo discorso per Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, decisamente meno conosciuto. Possibile che questi ragazzi non comunichino tra loro tra una prova e l’altra? Eppure tutti dicono di aver legato con tutti. Evidentemente non vogliono rovinarsi la sorpresa a vicenda.

 4. LA CARTA DELL’EMOTAINMENT

Non che familiari e amici del concorrente fossero mai stati assenti dalla scena, ma francamente questo inserimento dell’emotainment in The Voice of Italy non me lo sarei mai aspettato. Meno inaspettatamente, la colpa è stata di Raffaella Carrà: la showgirl assegna a Veronica De Simone e Daphne Nisi Run, baby run. Il pezzo racconta di una ragazza che ha perso entrambi i genitori e si trova a dover ricominciare. Ebbene, al momento di emettere il verdetto la Carrà, visibilmente commossa, finisce con questa chiosa:

“Ilaria mi è arrivata al cuore, Veronica in tutto il corpo”.

Veronica passa il turno e la showgirl successivamente si avvicina alla sconfitta Daphne abbracciandola e scoppiando a piangere. La spiegazione ce la fornisce la stessa Raffaella nel rvm successivo. Entrambe le ragazze avevano perso la mamma, ma lei non ne era al corrente prima di scegliere la canzone della Crow. Un momento che ha dimostrato l’immensa umanità di Raffaella Carrà, ma spero si sia trattato di un unicum, altrimenti The Voice anche in questo senso corre il rischio di tramutarsi in un doppione di Amici.

Infine, non sono nemmeno tanto sicuro che gli accoppiamenti siano poi così ignoti ai ragazzi (quando il coach chiede al primo selezionato “Secondo te chi ho scelto?” ci azzeccano sempre) Probabilmente vengono comunicati qualche minuto prima della registrazione, a meno che questi concorrenti non abbiano sbagliato mestiere e non si siano accorti che sono nati per fare l’indovino. Ma come direbbe l’originalissimo Fabio Troiano,Questo è The Voice“.

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