Pubblicità – 1 – Spot a difesa dei minori targato Rai e ministero

di Diego Odello 3

Nasce oggi un’altra rubrica che vi accompagnerà per tutto l’anno: Pubblicità. In questa sezione parleremo ogni venerdì di quel fenomeno che imperversa sulle nostre televisioni quasi quanto i programmi e i film: la pubblicità.

La reclame, i consigli degli acquisti o i goal dagli sponsor, ci accompagnano volenti o nolenti durante tutta la programmazione televisiva. Commenteremo insieme le più belle, le più brutte, le più utili, vecchie e nuove.

Siete pregati pertanto di segnalarci quelle che più vi stuzzicano le critiche, quelle che proprio non sopportate e quelle che bloccano i vostri arti rendendo impossibile la scelta soggettiva di cambiare canale e lo zapping.


La prima pubblicità di cui ci occupiamo in questa rubrica è quella che sarà trasmessa dalla Rai a tutela dei minori. Lo spot di trentasette secondi (In fondo alla pagina troverete il link per vedere lo spot scegliendo il formato, direttamente dal sito del ministero), realizzato in collaborazione con il ministero delle comunicazioni recita così: “Bambini e televisione meglio non distrarsi”, un messaggio importante, diretto a quei genitori che considerano la tv la migliore babysitter per i propri figli.

Tutto giusto, infatti non tutti i contenuti possono essere compresi facilmente dal pubblico più giovane e alcune immagini, anche all’interno dei telegiornali, sono troppo forti da far guardare ai più piccoli. Il consiglio ministeriale è dunque quello di “accompagnare i bambini nella visione di tali contenuti, guidandoli ad una loro corretta comprensione.

Lo spot mostra tante immagini a forma di tessere di puzzle, che vanno a comporre un punto di domanda. Questo a sua volta si trasforma in un percorso stradale che ai margini ha maxischermi, che trasmettono immagini televisive, e in fondo un cartello con scritto: “Attenzione!”

Questa campagna si affianca a quella già lanciata il 30 Novembre per il riconoscimento visivo e costante, attraverso simbolo apposito, dei programmi consigliati al solo pubblico adulto.

Ora non rimane altro che andare a risolvere il problema alla fonte: se un genitore è giustamente obbligato a controllare quello che guarda il proprio figlio, quando le televisioni aumenteranno il livello qualitativo dei loro programmi? Effettivamente, non sono soltanto le scene cruenti o di nudo o di sesso a poter urtare la sensibilità dei più piccoli, ma anche le trasmissioni urlate, grezze, l’idiozia dei loro ospiti e l’ignoranza dei conduttori possono condizionare in maniera scorretta il giovane spettatore.

Sul sito del ministero, infine, ci ricordano già nel titolo: “Bambini e Genitori insieme anche davanti ai TG”. Per favore deformate il messaggio in un più piacevole “Bambini e Genitori insieme davanti ad un gioco”, perché, come già scritto in questo blog, l’informazione italiana è davvero scadente e, come mi ricordava Carlo, uno di voi lettori, ormai anche in Italia non si parla più di informazione, ma di infotainment (information + entertainment). Vorreste veramente lasciare i vostri figli in pasto ai giornalisti?

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Commenti (3)

  1. Vista la televisione di oggi, le pubblicità sono un vero e proprio sollievo dallo schifo delle trasmissioni.
    Spero che questa bubblicità non sia inutile come quella su rai 1 contro i botti di capodanno (trasmessa il 1° gennaio….)

  2. PUBBLICITA’!CE NE SONO ALCUNE DEL PASSATO CHE MI SON RIMASTE NEL CUORE, ALTRE CHE SINCERAMENTE FANNO ALQUANTO SCHIFO!Evviva la pubblicità della COCA COLA del passato!Erano dei Jingle fantastici!

  3. la pubblicità è una parte itegrante della tv..alcune sn carine o per lo meno studiate..altre fanno proprio pena..xkè in italia bocciano tutte le proposte irriverenti sulla pubblicità?la novità ci spaventa o siamo solo dei falsi perbenisti???

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