Unomattina Omofobia, Alessandro Zan (Sel) chiede intervento Commissione di Vigilanza: “Quando si parla di Chiesa si interpellano i gay?”

di Marcello Filograsso Commenta

Non ha tardato a scoppiare la polemica intorno alla puntata di ieri di Unomattina Estate, nella quale il giurista cattolico Giancarlo Cerrelli ha definito l’omosessualitàun disordine“, accennando addirittura alle teorie riparative. L’onorevole Alessandro Zan di Sel ha chiesto l’intervento della Commissione di Vigilanza Rai.

Ecco cosa ha scritto in una nota l’onorevole Alessandro Zan di Sinistra Ecologia e Libertà:

Nella puntata di ieri, martedì 20 agosto, di Uno Mattina Talk su Rai Uno possiamo dire che sia andata in onda l’omofobia. La puntata costruita per parlare di omofobia, della discussione dell’estensione della legge Mancino, e del recente e tragico suicidio di un giovane omosessuale ha visto la partecipazione in studio di alcuni ospiti, uno psicoterapeuta dell’età evolutiva, Fabrizio Marrazzo di Gay Center, e Giancarlo Cerrelli, vicepresidente dell’Unione Giuristi Cattolici che ha ripetutamente dichiarato la sua opinione, scientificamente sbagliata visto che l’Oms ha dichiarato che l’omosessualità non è una malattia, dicendo: “l’omosessualità è un disagio” “l’omosessualità è un disordine” “l’omosessualità è un disagio esistenziale”, fino in ultimo a voler addirittura introdurre l’argomento delle cosiddette terapie riparative. Su tutto questo a Fabrizio Marrazzo di Gay Center non è stata data possibilità di replica. Mentre il giurista argomentava a sostegno della tesi che non serve approvare una legge che combatta l’omofobia.

Il deputato si scaglia contro questo brutto vizio dei talk show di seguire un copione quando si trattano questi temi:

Possibile che in Rai se si parla di gay bisogna ricorrere per forza ad ospiti ultra cattolici e omofobi? Su questo chiederò l’intervento della Commissione Parlamentare di Vigilanza. E’ impensabile che il servizio pubblico si faccia megafono di tesi, teorie e personaggi che esprimono opinioni discriminanti e che si scagliano contro la discussione in corso in Parlamento, senza alcun contraddittorio politico.

Infine, Alessandro Zan pone una domanda davvero interessante:

Per caso quando si parla di questioni legate al cattolicesimo la Rai invita rappresentanti della comunità gay per esprimere un’opinione?

Il problema è proprio questo: a volte ci dimentichiamo di vivere in uno Stato laico e la tv ci rende l’idea di abitarne in uno teocratico. Nessuno vieta ai cattolici di esprimere la propria opinione, ma il piccolo schermo commette il gravissimo errore di interpellare continuamente gli esponenti ufficiosi e ufficiali di quella confessione come se il cattolicesimo fosse religione di Stato e come se tra l’altro in Italia non esistessero musulmani, ebrei, protestanti, valdesi, ecc.

 

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