Fabrizio Corona, Giovanni Vernia dice basta all’imitazione. Ecco perchè ha fatto bene

di Marcello Filograsso 1

Colpo di scena a Zelig: il comico Giovanni Vernia, nel corso di un’intervista al sito Tvblog, ha dichiarato la sua volontà di cessare l’imitazione di Fabrizio Corona, il fotografo arrestato per estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet. Una saggia decisione e una grande maturità da parte del performer.Giovanni Vernia, che proprio a noi aveva rilasciato un’intervista in merito al personaggio, racconta perchè ha deciso di fare marcia indietro:

Ho iniziato a pensare il personaggio e a svilupparlo a marzo del 2012. Poi Zelig lo ha voluto ed è andata in onda la prima puntata proprio una settimana prima che venisse condannato. Quindi la sua fuga all’estero ed infine l’arresto. Nel giro di pochi giorni una serie di eventi che hanno rivoluzionato la sua vita ma anche quella del mio personaggio: tutti i pezzi scritti risultavano obsoleti e si potevano buttare via. Il pezzo andava scritto due ore prima di andare in scena col rischio che succedesse qualcosa (come in effetti è stato per la seconda puntata) che lo facesse diventare superato, anche perchè Zelig non è in diretta quindi star dietro al susseguirsi di questi eventi così repentini diventa ancora più difficile. La paura quindi di diventare stucchevole con cose poco attuali unito anche al pensiero di un uomo che ha commesso sì degli sbagli, ma si stava avvicinando a pagarli con il carcere, mi ha portato alla decisione di sospendere la mia parodia.

Non so voi, ma credo che Giovanni Vernia abbia preso una decisione sacrosanta. Quando ho visto per due settimane i promo di Zelig con le frettolose prove su Fabrizio Corona ho provato un enorme senso di fastidio e un leggero sentimento di dispiacere non tanto nei confronti dell’ex compagno di Belen Rodriguez, quanto per Vernia stesso, costretto a inseguire la stretta attualità pur di regalare al pubblico una performance.

Il personaggio di Fabrizio Corona inoltre non era nemmeno irresistibile: era perfetto fisicamente e nelle movenze, ma questa fretta autorale si è palesata lasciando intravedere una grande noncuranza di contenuti, scandito da parolacce, corna, un dito medio alzato ogni cinque minuti. Qualche battuta brillante c’era, per carità (“E’ vero, ho pagato all’autogrill con soldi falsi. Ma perchè quei panini erano veri, eh pubblico ministero?“) ma le freddure sembravano galleggiare nel mare della volgarità.

Addio a Zelig dunque? Assolutamente no: Giovanni Vernia ha in mente un nuovo personaggio. Rigorosamente incensurato.

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