Affari tuoi: ecco perchè il gioco dei pacchi è il nuovo Striscia la notizia

di Redazione Commenta

Premetto che non sono uno di quelli che guarda la televisione nell’access prime time – per intenderci nella fascia oraria post-Tg della sera tra le 20.30 e le 21.10 – ma da giovane blogger che cerca di capire cosa succede nell’ambito del piccolo schermo ho sempre considerato Striscia la notizia un programma imbattibile in quanto capace di radunare le masse (da piccolo  non mi perdevo una puntata, andavo matto per le papere di Luca Giurato o dei mezzibusti). Ora per ragioni varie ho smesso di guardarlo, I nuovi mostri a parte. Trovo invece che Affari tuoi sia diventato molto più appassionante.Affari tuoi, aka il gioco dei pacchi, nacque nel 2003 con la conduzione di Paolo Bonolis, ma il suo successo consisteva allora nell’istrionicità del presentatore. Il game show ai tempi raggiungeva medie di 9 milioni di telespettatori a puntata – a volte anche 10 – e l’inossidabile Striscia la notizia per la prima volta in crisi di ascolti, dovette inventarsi la multiproprietà per arginare l’emorragia di telespettatori (per esempio in una puntata il tg satirico venne affidato a Mike Bongiorno e Gerry Scotti, in un’altra a Maria De Filippi, Kledi e Garrison). L’espediente non servì a molto, ma si trattò di un tentativo tutto sommato apprezzabile.

Una volta andato via Bonolis, il gioco stentò a decollare con i successori Flavio Insinna, Pupo e Antonella Clerici. Striscia tornò a trionfare – seppur lontana anni luce dai fasti degli anni Novanta -e nemmeno l’insediamento di Max Giusti due anni fa è sembrato rivelarsi provvidenziale. Insomma, dopo dieci anni scoprire l’ubicazione del pacco da 500.000 euro può risultare stancante e la gente preferisce sorridere con Striscia la notizia. Ma nel corso della stagione sta succedendo l’opposto: Affari tuoi da qualche settimana è più seguito del tg satirico. Come mai?

Ieri sera ho provato a guardare una puntata di Affari tuoi ed effettivamente ho notato diverse novità che giustificano il ritrovato successo. Sorvoliamo sul discorso di gioco truccato o meno, io mi limiterò a fornire delle spiegazioni sul piano televisivo. Prima di tutto,  la pettorina con l’indicazione del nome del giocatore: pare un dettaglio di poco conto, ma se pensiamo che Giusti interagisce con tutti i candidati al game mi accorgo che sono stati fatti dei passi avanti. O un bel passo indietro, se pensiamo ai tempi di Paolo Bonolis. Insomma, i concorrenti non rappresentano più solo la rispettiva regione di provenienza, sono finalmente loro stessi.

Secondo, un ingrediente immancabile ormai nella drammaturgia dei programmi di Rai1: l’emotainment. Può anche non piacere – il più delle volte  lo aborro – ma confesso che non sono riuscito a staccare gli occhi di dosso dalla partita di un giovanissimo concorrente che aveva perso tutto durante il terremoto de L’Aquila. E’ scattata l’immedesimazione, oppure quella che gli esperti di comunicazione chiamano interazione parasociale. Scatta in parole povere una vicinanza affettiva al concorrente della puntata.

E ancora, Max Giusti è riuscito a ritrovare il giusto feeling con il pubblico in studio, prevalentemente composto da gente anziana (che poi è il target di riferimento di Rai1). Se Bonolis è stato il coniatore dell’espressione “Il coro del 6 gennaio” per definire le sue spettatrici attempate in studio, il conduttore romano ha invece il merito di aver riportato in auge il tormentone “Viva viva sant’Eusebio, protettore dell’anima mia“. Si tratta di una canzoncina che risale al film Per grazia ricevuta del 1970 diretto e interpretato da Nino Manfredi. La riesumazione di tale repertorio è molto gradevole, ma Affari tuoi ultimamente ha allargato il suo raggio di azione verso altre fasce d’età.

I pacchi blu sono un lontano ricordo e sopravanzano quelli rossi? Ecco risuonare in studio The Edge of Glory di Lady Gaga e Live while we’re young degli One Direction,  per strizzare l’occhio a un pubblico rispettivamente queer e di teenager.

E naturalmente sono state apportate interessanti modifiche in seno al game show: c’è il Pacco Matto, che propone 8 interessanti possibilità di continuazione della partita (da notare che proviene da una palla da discoteca, poco originale ma romanticissimo riferimento agli anni Ottanta):

  • Raddoppia – Il premio massimo rimasto viene raddoppiato
  • Dimezza – Il premio massimo rimasto viene dimezzato
  • Scarta un pacco – Il concorrente scarta un pacco, che viene aperto quando lo decide il dottore
  • Arrivederci – Concorrente eliminato e sostituito da un altro
  • Cambio obbligato – Concorrente obbligato a cambiare pacco
  • Proposta indecente – Il dottore propone una strategia di gioco al concorrente: sta poi al concorrente accettare o meno
  • Apri un blu – Il dottore è obbligato ad aprire un pacco blu
  • Vai o resti? – Il concorrente decide se andare o restare (personalmente è la proposta meno interessante di tutte).

Dulcis in fundo, non meno suggestivo è il percorso Pacco X e Pacco Y: quando il concorrente trova il pacco X o il pacco Y (oppure quando lo chiede il dottore), prende due buste a caso da un’apposita urna e ne contrassegna ognuna con una “X” o una “Y”, usando due timbri, dopodiché Max Giusti apre la busta corrispondente al pacco trovato dal concorrente. Le buste possono contenere premi che vanno da € 0,02 fino a € 200.000.

Ammetto che alla lunga queste modifiche potranno anche annoiare, (sarà il caso di rinnovare ancora da settembre, abolendo per esempio l’inutile matematico) ma onore ad Affari tuoi per come ha saputo piano piano ritagliarsi il suo meritato bacino di pubblico attraverso alcune trovate intelligenti.

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