Gli Oblongs

di Enrico Nanni 17

Oblongs, questo è una delle nuove facce dell’irriverenza animata, che abbiamo il piacere di vedere in azione su All Music. Stavolta si scende nello scabroso, nel cercare di superare Simpson e Griffin.

Non si tratta infatti di semplici sfigati, ma di personaggi con ben altri problemi di partenza. Il sorriso che hanno stampato sulla faccia va in contrasto con tutto il resto che li riguarda.

Sono fisicamente deformi, socialmente guidati da un’inguaribile inettitudine che li rende oltremodo grotteschi. Lo stile dei disegni è semplice e schietto, i colori chiari e moderni.


Il confronto con altre serie simili viene abbastanza spontaneo, ma non è forse completamente corretto. Gli Oblongs e le loro disgrazie sono legate maggiormente a temi che di fondo rimandano all’ambiente e all’inquinamento.

Essi vivono infatti nella parte bassa di Hill Valley, sede di una enorme casa farmaceutica, e le conseguenze della vicinanza di tale azienda sono visibili nelle caratteristiche fisiche salienti dei personaggi.

Nella parte alta vivono invece i “normali”, il cui stile di vita folle contribuisce al perpetrarsi ti tale scempio ambientale e sociale. Chi vive nella parte bassa, e non nelle Hills, ha subito enromi e tragici mutamenti (mutazioni!) di tipo fisico.

Il capo famiglia, Bob Oblong, è “semplicemente” privo delle braccia e delle gambe. Sorridente, dall’espressione adattata, fuma la pipa, è il padre classico. Lo vediamo accanto alla moglie, che rappresenta invece un’eccezione.

Pickles Oblong infatti fuma come una ciminiera ed è evidentemente alcolizzata. Essa, dicevo, rappresenta un’eccezione: viene infatti dalla parte alta, ed è finita “nella fossa” per amore.

In seguito ha perso tutti i capelli e ha iniziato a fumare selvaggiamente. Il problema dei capelli viene risolto tramite una comoda e vistosa parrucca, la cui lunghezza ricorda da vicino la chioma bluastra di Marge Simspon.

E il peggio deve ancora venire: Chip e Biff Oblong sono gemelli siamesi che condividono ben tre posteriori. Il figlio più piccolo, Milo, è una collezione di disturbi fisici e psicologico/sociali, compreso il celebre Disturbo da Disattenzione e Iperattività.

La figlia infine, la più piccola, Beth, ha una sorta di escrescenza tumorale che le spunta minacciosa inquietante dalla testa, e nonostante questo aspetto agghiacciante, sembra la più adattata della famiglia.

Detto così sembra tutto solo molto estremo, ma la serie è anche divertente, e mette sotto torchio temi di un’attualità così estrema che quasi la diamo per scontata. E’ ovvio che la scelta di immagini così forti non è facile da sdrammatizzare, ma serve soprattutto per attirare l’attenzione su problemi veri e devastanti, oltre a divertire moltissimo.

La serie è basata su un libro, Creepy Susie & 13 Other Tragic Tales for Troubled Children, scritto da Angus Oblong, che ha anche curato la creazione del cartone. Spassosissimo il gatto che fuma.

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