Carinissimo il gioco di parole. Belli Dentro. Sono belli, e sono veramente dentro, nel dentro che ci piace poco: sono in dietro le sbarre, e ci raccontano delle storie di vita, delle storie vere, delle storie divertenti.

E’ un programma ironico, una sit-com che si svolge dietro le sbarre. La prima impressione che si ha è di un non visto già visto: un’idea estrema per continuare a versrae liquido in un contenitore stracolmo.

Ma come al solito il pregiudizio ci tradisce. La sit è molto divertente, e propone dei momenti estremamente sentiti, sia da parte degli attori, sia per chi guarda, incuriosito dall’infinita variabilità che una sit com ti può effettivamente riproporre.


La trasmissione va in onda tutti i giorni da lunedi a venerdi alle 19:30 su Italia 1. Trascorriamo circa venticinque minuti di divertimento con una certa partecipazione emotiva, in cui cerchiamo di superare le sbarre dei pregiudizi che abbiamo verso il carcere per cercare di ascoltare quello che i protagonisti hanno da dirci.

Così varchiamo la soglia del carcere di San Vittore, e conosciamo, uno ad uno, i protagonisti della sit. Due scene, una ambientata nel settore maschile, una nel settore femminile.

Da un lato abbiamo le tre protagoniste: Gonni (Geppi Cucciari) Lilli (Brunella Andreoli) e Iolanda (Alessandra Ierse); dall’altra abbiamo tre uomini: Ciccio (Claudio Batta) Mariano (Stefano Chiodaroli) ed Eugenio (Leonardo Manera).

Ecco i protagonisti della compagnia. La cosa divertente è come le origini diverse confluiscano, sfociando in un unico mare, in un’unica, vera, artificiale, sincera famiglia. Perchè è questo quello che ci troviamo davanti.

Il primo concetto che passa è l’estremo senso di condivisione. La gag e la risata fanno da sfondo a un senso di vera e forzata convivenza, che rende lampante lo spirito di adattamento delle persone, e ci rende partecipi di questa sensazione.

Lo stare insieme per forza è una realtà per molte persone non costrette da quattro mura e da uno spazio angusto. Per i protagonisti di Belli Dentro è invece un pretesto per dar vita a intrecci reciproci, a legami profondi e a una serie di vicende a cui partecipiamo con piacere..

Anche i personaggi di contorno sono notevoli. Spiccano Maria (Maria Rossi), agente del penitenziario, donna dall’aspetto non proprio gradevole e dall’umore distimico.

Poi abbiamo la Suora (Pia Enghelberth) con problemi di udito, che occasionalmente fa visita ai protagonisti. Tra le risate emergono concetti veri, che passano senza troppi drammi per raccontarci una fiction reale legata strettamente alla vita di molte persone.

Assolutamente da vedere, considerata la durata limitata e la concentrazione conseguente di eventi in ciascuna puntata. Una di quelle “mini sit” che si guarda tutti e poi se ne parla insieme.

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