Vieni via con me, seconda puntata: ospiti Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani. La dirigenza RAI li blocca

di Diego Odello 4

Foto: AP/LaPresse

Gianfranco Fini e Pierluigi Bersani dovrebbero essere ospiti della seconda puntata di Vieni via con me, il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano in onda su Raitre il 15 novembre in prima serata. Il condizionale è d’obbligo: il presidente della Camera e il segretario del PD dovrebbero intervenire per parlare dei valori della destra e della sinistra, ma la Rai non vuole dare il via libera.

L’invito formale a rinunciare ai due politici è partito dal vicedirettore generale Antonio Marano dopo aver sentito il direttore generale Mauro Masi: in una nota di servizio Marano sottolinea come la presenza dei politici non era prevista nella scheda prodotto programma compilata precedentemente, e che la loro partecipazione sarebbe in contrasto con la direttiva di Masi emanata in agosto e con quelle della commissione di vigilanza del 2003 e del2009.

La direzione generale ha invitato il direttore di Raitre Paolo Ruffini ad attenersi alle disposizioni in vigore, già infrante la scorsa puntata invitando il governatore della Puglia Nichi Vendola.

Hanno commentato negativamente la presa di posizione della RAI sia FLI, per voce del vicecapogruppo vicario alla Camera Benedetto Della Vedova (“E’ una follia”), che il PD per bocca di Rosy Bindi (“Ma se la scorsa settimana io ci sono stata per tutta la puntata – viste le numerose citazioni di Roberto Benigni – e c’era anche Vendola? Mi sembra quantomeno curioso”).

UPDATE: Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre responsabile di Vieni via con me, conferma la loro presenza:

Porteremo il presidente Fini e il segretario Bersani lunedì in trasmissione, perché il nostro è un programma di approfondimento culturale e non un varietà, esattamente come Che tempo che fa. Dunque non andiamo assolutamente contro i regolamenti aziendali né contro quelli definiti dalla commissione di Vigilanza.

Commenti (4)

  1. Peccato che tra “direttive della Rai” non cia pure quella di fare dei telegiornali decenti…

  2. Che cosa si intendeva per conflitto di interesse lo sapevamo tutti! Ma in tanti, per superficialità, per mero interesse personale o per pura ignoranza, hanno voluto rischiare, specialmente tutti quei politici consapevoli di ricavarne comode e opulente poltrone, in cambio di piccole o grandi bugie recitate al momento opportuno. Il risultato, ovviamente è stato un paese dove il presidente del consiglio è tuttora in grado di manipolare a suo piacimento, meccanismi di “informazione” multimediali senza limiti, come canali televisivi e tanta carta stampata, che tanti “consumatori”, spesso in perfetta buona fede continuano a definire “giornali” e giornalisti i compilatori di questi prodotti mirati. È pertanto semplicemente risibile e grottesco, mettere in discussione, che “fondamentali” dirigenti della televisione pubblica, entrino in merito alla partecipazione di politici o altre eventuali presenze, a una trasmissione come quella di Fazio e Saviano. Una sceneggiata di bassa lega che ormai non vale neanche la pena prendere in considerazione. Si tratta di “veti” ed “espressioni ideologiche” false, ridicole e buffe, che al di la degli autentici fenomeni di servilismo dovuto, ai quali certi dirigenti non possono sottrarsi, pena l’interruzione di quella attività privilegiata che tacitamente devono sostenere – e non vale certamente la pena, in questa tenebrosa fase storica della dittatura della demenza, tirare in ballo le leggi ordinarie e la Costituzione, perché in questo caso si tratterebbe di scomodare gli ultimi valori democratici che, speriamo questi pochi irresponsabili, non riescano a danneggiare seriamente. Fortunatamente però, questi “scaltri” che hanno occupato il potere, dovranno fare i conti con il tempo che è galantuomo – qualcuno fortunatamente questi conti ha iniziato a farli – e con la storia che li inquadrerà senza pietà in una fase storica, speriamo breve, che ha ridotto l’immagine della cultura italiana e della politica a era del “bunga bunga” e dell’insulto delle Istituzioni sane che fanno tremare certi mentecatti disposti a qualunque bassezza pur di sopravvivere.

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