Annozero, è bufera sulla puntata dedicata al terremoto in Abruzzo

di Diego Odello Commenta

E’ bufera sulla trasmissione di Michele Santoro Annozero : parte dei politici italiani e della stampa, seppur non hanno detto nulla contro il vanto del Tg1 per gli ottimi dati d’ascolto e che non hanno fatto niente per fermare il campionato di Calcio di Serie A (quando anche le società erano pronte al rinvio), hanno attaccato la puntata Resurrezione, dedicata al terremoto in Abruzzo.

La motivazione è semplice: giovedì il conduttore, oltre  ad indagare sulle cause del terremoto, pur sostenendo il buon funzionamento, in generale dei soccorsi, ha espresso dei dubbi sull’effettiva efficacia di alcuni di questi. Apriti cielo: il direttore de Il Giornale, Mario Giordano, già in puntata e successivamente sulle colonne del quotidiano sostiene che Santoro voglia infangare gli angeli dei soccorsi, ha definito la puntata “Uno spettacolo squallido” e sostiene che il presentatore e i suoi collaboratori, accecati dall’odio e dalla faziosità hanno perso anche il senso di umanità.

Quelle che Giordano definisce “Polemiche Pretestuose” o “Un vergognoso processo alla Protezione civile“, non sono piaciute a Maurizio Gasparri che parla di “Scempio continuo della verità”, al Premier Silvio Berlusconi che sostiene che:”La televisione pubblica che non si può comportare in un modo simile” e nemmeno al Presidente della camera Gianfranco Fini, che definisce la trasmissione semplicemente indecente, perché specula sulla tragedia. Fini, poi, parla per tutti:

C’e’ una indignazione profonda in tutti quelli che quella trasmissione la hanno vista. Una indignazione che tutti mi hanno detto.

Generalizzare è un’arte ormai. Saranno veramente tutti indignati? No: Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti entrambi membri della Vigilanza Rai (che si nomina solo per dire chi è contro Annozero) difendono Santoro; Antonio Di Pietro dice che Berlusconi (che ha previsto la riduzione dei fondi per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e per la protezione civile) e Fini hanno provato a pilotare l’informazione al fine di descrivere una realtà che non esiste e far credere che ciò che è accaduto in Abruzzo sia solo colpa del destino (e non dell’incuria, della cattiva costruzione, della pessima manutenzione); Il Riformista riporta la richiesta di una ragazza che sostiene di avere il diritto di sapere perché la casa dello studente si è sbriciolata; il Blog di Beppe Grillo riporta le voci di coloro che difendono la trasmissione, che ha sollevato giustissime critiche sulla prevenzione non attivata.

Emma Bonino infine ricorda a Radio Radicale, che se Santoro ha detto menzogna si può ricorrere alla magistratura, ma va dimostrato :

Io non sono una grande estimatrice di quel modo di fare informazione, ma non ho capito cosa si contesta: e’ questione di tono. La liberta’ di espressione ha un limite solo, quella della menzogna. Se si contesta che siano state dette falsita, c’e’ la magistratura; se si contesta lo sciacallaggo sulle emozioni, mi sembra un tema decisamente vago. E poi il punto e’ un altro: i partiti, gli stessi autori che non hanno consentito il funzionamento della Commissione di vigilanza, che l’hanno bloccato per mesi nonostante impegni inderogabili, che ancora non hanno predisposto le regole sulla par condicio, niente tribune, niente accessi, niente controllo, e poi alla fine scoppia un caso Santoro. Lo ripeto: o in quella trasmissione sono state dette falsita’ o calunnie, oppure chiedo da che pulpito viene la predica. La Vigilanza ha degli obblighi che ha disatteso per interventi partitocratici, partitici, chiamateli come volete. Oggi la stessa Vigilanza trova come caso espiatorio Santoro, che magari, non lo so, se lo merita pure, ma non mi sembra questo il tema.

A proposito di RAI: il Presidente della Rai, Paolo Garimberti e il Direttore Generale, Mauro Masi, hanno avviato, su Annozero, tutti gli approfondimenti previsti dalla normativa vigente e dai regolamenti aziendali. Entrambi, inoltre, ribadiscono nuovamente pieno e forte sostegno alle azioni svolte dalla Protezione Civile per il terremoto in Abruzzo.

Insomma: va bene insistere voyeuristicamente sulle immagini e sulle testimonianze di anziani che piangono o su quelle dei bambini che giocano per strada, va bene far vedere le lacrime degli esponenti politici o far sentire le promesse del governo, ma non è giusto, in un momento così drammatico, che l’informazione faccia inchiesta cercando le cause della tragedia, non è corretto descrivere quei pochi aspetti dei soccorsi che non hanno funzionato alla perfezione come gli altri.

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