Annozero, crisi di regime: siamo tutti nella monnezza?

di Redazione 3

La crisi della politica la fa da padrona nella puntata più recente di Annozero, un cadavere in putrefazione i cui miasmi fanno il paio con quelli provenienti dai siti napoletani. Come è nel suo stile l’incipit di Michele Santoro parte alla lontana per poi arrivare diritto al punto, il sassolino nella scarpa tramutatosi in macigno viene tolto in un proverbiale gesto liberatorio. Il giornalista si rivolge al presidente Rai Paolo Garimberti, quando il suo obiettivo resta comunque il dg Mauro Masi che le ultime danno in via di destituzione, colui che dopo il “vaffan..bicchiere” ha deciso di inviare a Santoro una lettera di richiamo in attesa di ulteriori provvedimenti disciplinari (ma ci saranno davvero?).

E’ il pubblico il vero giudice del piccolo schermo, colui in grado di sancire successi, di fare il pollice verso chiudendo ogni discussione. Qualcuno ai piani alti della Rai pare non averlo ancora capito. Ringhia Santoro: in un ipotetico TG Zero, condotto dalla bella e brava Monica Giandotti viene fuori come colui che dovrebbe vegliare con imparzialità sulle comunicazioni, Antonio Martusciello commissario Agcom, succeduto allo sventurato Giancarlo Innocenzi reo di incapacità nel “far fuori” Annozero al momento opportuno, non è altro che un fedelissimo di Silvio Berlusconi, alla faccia di quella “indipendenza e autonomia” di cui dà sfoggio l’Autorità sul proprio sito.

Parte l’animato conciliabolo tra i presenti, in mezzo la rabbia dei napoletani per la nuova crisi delle discariche. Splendido il monologo di un cittadino che denuncia come la camorra e le autorità agiscano specularmente. Ignazio La Russa in qualità di esponente di Governo difende il proprio operato, dall’altra Nichi Vendola denuncia il degrado della società italiana. La politica cade a pezzi vittima di una variabile impazzita: tutti stanno con tutti, chi un giorno sta di la il successivo è già pronto a saltare la barricata. Chi è a destra lo è talmente che alla fine si ritrova a sinistra (battuta rubata a Zoro di Parla con me). La domanda nasce spontanea: il Paese se lo può permettere? Parla con pacatezza l’imprenditore Diego Della Valle, chiarisce una volta per tutte come la pazienza della sua categoria sia al termine.

Si apre la parentesi sul caso Fini e l’appartamento di Montecarlo, non se ne può più di questa storia, vorremmo addirittura cambiare canale, ma non sarà mica di Scajola? Si chiede un’irresistibile vignetta di Vauro. Fanno da contraltare il nuovo direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti (che non a caso confondiamo spesso con Augusto Minzolini) e il finiano Filippo Rossi su posizioni diverse..ovvio! Marco Travaglio in via del tutto gratuita, (non ha ancora firmato il contratto?), rivela il discorso che Silvio Berlusconi avrebbe voluto fare a Gianfranco Fini tacciandolo di inadeguatezza per non avere abbastanza società offshore. Che sia crisi non c’è alcun dubbio, una volta toccato il fondo si tornerà a salire?

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