Arianna Ciampoli presenta Tutta la vita davanti: “La mia ambizione è continuare a lavorare” – L’intervista

di Giulio Pasqui Commenta

Domani, alle ore 14, su La 7 debutta un nuovo talk show: Tutta la vita davanti. La conduttrice Arianna Ciampoli avrà il compito di raccontare le storie di uomini e donne comuni che hanno reso straordinaria la loro vita grazie al lavoro. In ogni puntata saranno raccontate tre storie: le prime due attraverso il protagonista ospite della conduttrice in studio, la terza raccontata attraverso un filmato.

 Tutta la vita davanti è un titolo positivo, di speranza. Sarà una trasmissione di speranza?

E’ una trasmissione che racconta l’opportunità, se devo sintetizzare al massimo. Ma il titolo in realtà ha più interpretazioni. Può essere liquidatorio. Ma può essere anche una tragedia per tutti i licenziati e gli esodati: avere tutta la vita davanti è terribile. Tutte le storie che raccontiamo, però, danno davvero speranza: noi della redazione che abbiamo letto tutte le storie insieme ci siamo detti: “beh, allora c’è una possibilità..”. Ognuno ha possibilità di trovare una strada propria, in cui si riconosce e, oso, è felice.

Tu hai trovato la tua strada?

Eh, bella domanda (ride, ndr). Io sono un’anima che vagabonda in cerca della sua strada. A volte mi sembra di averla trovata, penso che il pezzo di cammino che sto compiendo aderisca a quel che sono. Altre volte deraglio e mi perdo.

In questo momento ti sembra di essere sulla retta via o stai deragliando?

Non ho una linearità, vado avanti a scossoni, come un’onda. Però mi sembra di star percorrendo una strada che mi somiglia abbastanza. Più cresco e più mi rendo conto che crescere è fighissimo perché aderisci sempre più a quel che sei e non all’idea che avevi di te.

Come sarà strutturata la trasmissione?

Avremo due ospiti a puntata, saranno le voci di questo tempo che con grande coraggio sono riusciti a rendere straordinaria la propria vita. Incontreremo le persone che si sono lanciati in una vita più vicina a quella che desideravano. Per ogni storia ci sarà un confronto: ogni storia si interfaccerà con quelle che vivono altre persone comuni che saranno in studio con noi: ci saranno dei precari, dei laureati che non trovano lavoro, dei blogger, degli esodati.  I confronti saranno, in alcuni casi, anche crudi e discordanti fra loro.

Alla stessa ora, su Canale 5, va in onda la nuova edizione di Amici

Mannaggia, siete tutti carini a ricordarmelo (ride, ndr). Non posso considerarmi nè in sfida nè contro Maria De Filippi. I due programmi sono completamente diversi: siamo e facciamo altro. La nostra trasmissione è un’altra possibilità di racconto e di struttura televisiva. Vedremo quanto le persone avranno voglia di abbandonarsi a questo tipo di incontro e confronto.

Per te si tratta di un ritorno a La7. Che ricordo hai TvDonna, la tua prima esperienza nella “vecchia” La7 (si chiamava ancora TeleMontecarlo)?

Parliamo di 20 anni fa, ero una bambina sperduta e un po’ provincialotta. Arrivavo da Pescara, non avevo mai fatto nulla in televisione ed ero l’Alice nel Paese delle meraviglie: meravigliata ed impaurita. In quel periodo Jovanotti cantava “Sono un ragazzo fortunata perché mi hanno regalato un sogno” e io ero davvero fortunata come diceva la canzone.

Tutta la vita davanti non è il tuo unico impegno attuale. Continui Romanzo Familiare su Tv 2000 e Fiction Magazine su Rai Premium. Non ti fermi un attimo…

Faccio degli equilibrismi da circense, come tutte le mamme che lavorano. Faccio cose folli. Alle 14 ho la riunione per Romanzo Familiare, finisco alle 16 e corro dall’altra parte di Roma per prendere Angelica (sua figlia, ndr) a scuola. Sto con lei 45 minuti – mentre lei sta con gli amici e neanche mi guarda, per dire.. – e torno negli studi di Tv 2000 per la diretta del programma. Poi torno a casa per l’ora di cena e mangiamo tutti insieme. Pur facendo queste acrobazie sento davvero il bisogno di trovare almeno quei 45 minuti per stare con lei. Ho proprio il bisogno di quel momento, mi rende felice.

Con la prospettiva di avere “tutta la vita davanti”, quale è la tua più grande aspirazione lavorativa?

Continuare a lavorare (ride, ndr). Mi sento una privilegiata perché faccio un lavoro in cui mi riconosco. Sono in pace con me stessa, pur essendo una precaria di lusso perché ci sono molti contratti che durano 40 giorni e poi finiscono.

Hai mai avuto la paura di perdere tutto?

Mai!? Sempre! (ride, ndr) La mia ambizione è continuare a lavorare e vorrei essere libera dalla paura di perdere tutto. Spesso sento di persone che si sono reinventate dopo aver perso tutto. Se tutto dovesse finire probabilmente anche io riuscirei a reinventarmi. Ma non lo so.

E cosa faresti?

Vorrei aprire un luogo dove ci sono libri, giornali, ma anche dove si può fare spuntini e mangiare…

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