
Lilli Gruber, conduttrice di Otto e mezzo parla del suo programma e dell’informazione televisiva in un’intervista rilasciata a Renato Franco de Il Corriere della sera. A proposito dell’informazione la giornalista dice:
A furia di semplificare abbiamo avallato un approccio semplicistico alla realtà, ma non è tutto bianco o nero. Se i cittadini sono meno consapevoli sono più docili, e c’è automaticamente meno democrazia. Prevale l’attitudine a non mostrare la complessità del mondo che ci circonda, io ci provo.
Contro l’infantilizzazione dell’informazione prova ad andare Otto e mezzo, il suo programma d’approfondimento giornalistico di cui la Gruber dice:
E’ il primo dopo i tg: è la nostra forza perché veniamo prima degli altri, ma abbiamo lo svantaggio di avere la concorrenza più forte: Striscia, il quiz di Frizzi, il Tg2… Tutti i programmi di approfondimento durano quasi due ore, noi 35 minuti: un tempo ragionevole, né lungo né corto, per analizzare il fatto del giorno e consentire a chi ci guarda di avere un pezzo di informazione il più possibile onesta … cerco di imbastire una discussione vivace ma nel rispetto delle opinioni di tutti, mi impegno a evitare la rissa (che va per la maggiore nella tv italiana) e ad arginare il tasso di animosità, punto sulla qualità del ragionamento …
La conduttrice che si auspica maggior spazio per le donne nell’informazione e che non ama giudicare i suoi colleghi, si permette di fare una puntualizzazione sul Tg1:
Per tanti anni il Tg1 delle 20 è stato un appuntamento istituzionale. Io ho avuto la fortuna di condurlo quando il direttore era Rossella e faceva il 40% di share. Il Tg1 è sempre stato leader, mentre ora è al 23%. Al posto di Minzolini mi fare qualche domanda.