Il Viaggio, Pippo Baudo: “Questa idea mi ha convinto”

Dal 3 settembre, tornerà sugli schermi di Rai 3, Pippo Baudo che ogni lunedì condurrà un programma itinerante intitolato Il Viaggio. Il popolare conduttore, intervistato da Famiglia Cristiana, ha parlato del suo nuovo programma ma ne ha approfittato anche per parlare della Rai e della televisione attuale in generale.

Pippo Baudo esordisce, parlando del suo nuovo programma:

Sarà un programma itinerante attraverso lo Stivale. Fosse stato il solito programma in studio con la liturgia dell’ospite, stacchetto, intervista e poi brano musicale, non avrei accettato. Oggi in tv va in onda, dalla mattina alla sera, un’unica melassa dallo stesso sapore. Questa idea, invece, mi ha convinto.

Il presentatore svela nel dettagli in cosa consiste Il Viaggio:

Io e la mia troupe giriamo l’Italia con un camper attrezzato. Per incontrare e intervistare artisti, giornalisti, personaggi della cultura e dello sport nei loro luoghi, là dove vivono e affondano le radici. Il modo per raccontare sotto una luce diversa volti noti ma poco conosciuti davvero. Ho incontrato personaggi come Gian Antonio Stella, Gianna Nannini, Sergio Rubini, Jovanotti, Edoardo Nesi, Oliviero Beha, Giulio Giorello, Matteo Renzi, Pierluigi Celli e Marcello Lippi.

Pippo Baudo ha parlato anche dell’inevitabile cambiamento causato dell’avvento del digitale terrestre:

Non bisogna farsi spaventare dal proliferare di reti tematiche a pagamento. Ci sarà sempre spazio per la tv generalista, purché sappia non perdere il contatto con la quotidianità delle persone. La Rai deve recuperare il suo ruolo di servizio pubblico e la gente deve sentire l’azienda di viale Mazzini come suo patrimonio. Sono favorevole all’obbligatorietà del canone e lo farei pagare automaticamente con la bolletta elettrica.

Riguardo i nuovi vertici Rai, Pippo Baudo sceglie di prendere tempo:

Sono stati nominati da poco, lasciamo loro il tempo di orientarsi. Hanno le competenze per far quadrare i conti e guidare l’azienda fuori dalle secche in cui si trova. Non sono d’accordo con le critiche mosse da Freccero e da Santoro che avevano proposto i loro curricula. Quelli sono ruoli manageriali. Per le competenze artistiche ci sono i direttori di rete e i capistruttura.

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