L’Arena di Massimo Giletti accende la miccia di Sanremo, Federica Panicucci debutta nella nuova Domenica Cinque

di Fabio Morasca 3

L’inedita Domenica Cinque che vede Federica Panicucci sostituire Barbara D’Urso, attualmente impegnata nel difficile e tortuoso esperimento di Stasera che sera, torna a far da contraltare alla collaudatissima Arena di Domenica In, come sempre capitanata da Massimo Giletti. La prima parte di questa domenica è dedicata tutta alla cronaca: il caso di Sarah Scazzi, che nei giorni scorsi ha mescolato alla rinfusa tronisti che difendevano il loro diritto di fare beneficienza e contesse incazzose attratte con l’inganno nella costruzione di un canile, torna a far parlare per il motivo originario ossia lo scioccante omicidio e il suo, ancora misterioso, artefice.

La novità è succosa: Michele Misseri ha scritto una lettera nella quale chiede scusa a sua figlia Sabrina per averla accusata ingiustamente e nella quale chiede scusa ai telespettatori, per la prossima puntata di Quarto Grado. Il caso è il primo argomento dell’Arena. A Domenica Cinque, un’emozionatissima Federica Panicucci saluta il pubblico e poi si polverizza per circa due ore, lasciando spazio al collega Claudio Brachino, pronto a destreggiarsi tra bambini deceduti in modo tragico e preti innamorati.

E’ l’Arena, però, a offrire il talk maggiormente pregno di novità e, di omicidi, stavolta, neanche l’ombra: qui, sottolineando le parole di Gianni Morandi e Luca e Paolo, si parla dell’unica cosa seria rimasta nel Belpaese ossia Il festival di Sanremo. Tra le “minacce” di Pupo, la Lega sempre in mezzo come il prezzemolo e una presunta censura (o meglio modifica), le prevedibili polemiche pre-Festival sono magicamente apparse, puntuali come gli ex fidanzati cornuti che si fiondano al Grande Fratello, vogliosi di un essenziale chiarimento.

Le minacce di morte giunte a Pupo, nel periodo di Italia Amore Mio, la canzone che ha portato la nazione sull’orlo della guerra civile, a colpi di spartiti stracciati e violinisti con l’archetto facile, non sono bastate al Ghinazzi nazionale.

Maledetto sia il momento in cui l’eterno ragazzo partorì l’idea della serata di Sanremo dedicata ai 150 anni dall’unità d’Italia. Prima fu Bella Ciao, poi fu Giovinezza, poi Faccetta nera, poi Kiss me Licia e adesso è il turno di Italia Amore Mio.

Pupo, infatti, vorrebbe che quell’obbrobr…, ops, quella canzone, che giunse a un’incredibile secondo posto, grazie ai migliaia di voti giunti da contribuenti probabilmente audiolesi, che ha visto perfino Marcello Lippi “esibirsi” nell’ultima serata (un’apparizione che gli ha portato un’incredibile fortuna ai Mondiali sudafricani), venisse riproposta nella serata dedicata all’unità di Italia.

Pupo ama farsi odiare: considerato il fatto che nemmeno la dichiarazione nella quale ammetteva di avere amato oltre seicento donne non sia bastata a coprirlo di ridicolo, ora, Enzo “Sex Machine” Ghinazzi vuole riportare il suo brano nazionalpopolare, il vero vincitore di Sanremo 2010 (rispolverando, quindi, anche la vecchia polemica del televoto truccato) anche al prossimo Festival, con la presenza, gradita come una mattonata su un alluce, di Emanuele Filiberto. Per questo, ha già contattato il suo caro amico Gianni, che gli ha già risposto in maniera più che eloquente:

Enzo, chi?

Il secondo caso riguarda Davide Van De Sfroos. Considerando che l’anno scorso, la sanguinosa battaglia della Lega Nord per portare canzoni in dialetto a Sanremo ha portato all’esibizione di Nino D’Angelo in Jamme Jà, quest’anno la Lega è stata accontentata con Van De Sfroos, cantautore italiano, famoso per le sue canzoni in dialetto comasco.

Davide canterà, nella benedetta serata dell’Unità d’Italia, Viva l’Italia di Francesco De Gregori e apriti cielo! Dando per scontato che non è detto che se un cantautore lombardo si esibisce in dialetto automaticamente in cabina elettorale vota il “Trota”, La Padania, quotidiano della Lega, accende ugualmente la miccia.

Cristiano Malgioglio è in vena di affermazioni originali: l’autore è contrario al dialetto a Sanremo, tranne per quello napoletano, il più bello di tutti. Vittorio Sgarbi, con la sua consueta simpatia, dissente sulla concezione separatista del dialetto e giudica grandi scrittori e poeti, tra i quali Tonino Guerra e Trilussa, come patrimonio italiano a prescindere dai dialetti utilizzati, perciò invita tutti,  senza torto a dire il vero, a tornare tra i banchi di scuola.

Massimo Giletti, però, ha la bomba e lo si capisce quando si avvicina alla telecamera, facendo tremare tutti i pesciolini rossi da casa: a Giletti è giunta la notizia su una presunta censura ai danni di Tricarico e, prima di dare la news in diretta, ammette di averci pensato molto, al massimo ventidue secondi.

La canzone di Tricarico, in origine, aveva come titolo La nebbia, con alcuni versi, scritti da Fausto Masolella degli Avion Travel, celebre musicista campano, che recitavano così:

Quelli nella nebbia hanno il colore verde…

Ora, invece, dopo un sospetto restyling, la canzone s’intitola Tre colori e recita così:

Quelli nel confine hanno la bandiera rossa, quelli in montagna hanno il colore bianco…

Tutti i riferimenti alla nebbia e al colore verde, ergo, magicamente scomparsi. Si è voluto evitare un torto alla pluricitata Lega? Klaus Davi e il direttore de La Padania parlano di censura bella e buona. Alla fine, però, è successo: le polemiche sanremesi si sono puntualmente accese, pronte per rimpinguare ulteriormente gli ascolti milionari del prossimo Festival.

Su Canale5, intanto, Federica Panicucci ritorna magicamente in studio e, dopo aver ospitato Nek, anche lui folgorato sulla via di Mejdugorie, celebra la tv di un tempo (un’idea originale mai attuata da nessuno fino ad ora) invitando volti storici della tv italiana tra cui Enrica Bonaccorti e Marco Predolin.

Commenti (3)

  1. Durante la trasmissione del 30.01.11 con Claudia Foll, il dott. Giletti ha detto, in relazione alla presenza della Koll: “si può anche essere bellissime e portare la preghiera nel mondo!” Io mi chiedo: Perchè? Cosa c’è di implicito in questa frase? Non si può essere bellissime e anche spirituali insieme? E credere nella preghiera… e magari portarla nel mondo? C’ è forse un luogo comune che bisogna essere brutte, o dimesse o coperte fino al collo per essere persone spirituali? Mi piacerebbe avere un confronto su questo visto che anch’io ho una dimensione spirituale, credo nella preghiera, aiuto delle persone, conduco un gruppo spirituale, ho bubblicato un libro di poesie in cui parlo dell’anima e, a detta di altri, sono una bella donna e non mi vesto come una suora….Perchè erotismo, spiritualità e bellezza fisica devono essere viste così in antitesi e non possono essere considerati elementi che possono sussistere nella personalità di una sola persona? In India per esempio, i tantrici, indicano il fare l’amore come una tecnica di illuminazione che eleva il proprio sviluppo spirituale personale se praticata in modo corretto…Mi piacerebbe tanto un confronto col dott. Giletti…Non mi è piaciuta la frase che ha detto. Sembra che solo chi è bruttina e poco erotica, la candidata migliore a un percorso spirituale e caritatevole…Non mi sembra corretto. O almeno, molto, molto riduttivo…Vi pare? Chissà se mi risponderete…

  2. Durante la trasmissione del 30.01.11 con Claudia koll, il dott. Giletti ha detto, in relazione alla presenza della Koll: “si può anche essere bellissime e portare la preghiera nel mondo!” Io mi chiedo: Perchè? Cosa c’è di implicito in questa frase? Non si può essere bellissime e anche spirituali insieme? E credere nella preghiera… e magari portarla nel mondo? C’ è forse un luogo comune che bisogna essere brutte, o dimesse o coperte fino al collo per essere persone spirituali? Mi piacerebbe avere un confronto su questo visto che anch’io ho una dimensione spirituale, credo nella preghiera, aiuto delle persone, conduco un gruppo spirituale, ho bubblicato un libro di poesie in cui parlo dell’anima e, a detta di altri, sono una bella donna e non mi vesto come una suora….Perchè erotismo, spiritualità e bellezza fisica devono essere viste così in antitesi e non possono essere considerati elementi che possono sussistere nella personalità di una sola persona? In India per esempio, i tantrici, indicano il fare l’amore come una tecnica di illuminazione che eleva il proprio sviluppo spirituale personale se praticata in modo corretto…Mi piacerebbe tanto un confronto col dott. Giletti…Non mi è piaciuta la frase che ha detto. Sembra che solo chi è bruttina e poco erotica, la candidata migliore a un percorso spirituale e caritatevole…Non mi sembra corretto. O almeno, molto, molto riduttivo…Vi pare? Chissà se mi risponderete…

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