Il Cuoco Gentiluomo, Cinetivu intervista Alessandro Borghese – seconda parte

di Redazione 2

Come promesso Alessandro Borghese, chef televisivo, volto di Discorvery Real Time, è ancora con noi per raccontarci come sono nati i programmi che lo hanno portato al successo. I segreti e le cose che più lo divertono quando conduce Cuoco Gentiluomo e Cortesi per gli Ospiti. Nella prima parte dell’intervista ci aveva raccontato come naque la sua passione per la cucina e quanto oggi influiscano le sue idee, nella realizzazione dei programmi che conduce.

Come nasce Cortesie per gli Ospiti?

Nasce nel 2004, da un libro di Mc Evan dal titolo “Comfort for Strangers”. La storia si chiude con un omicidio… per fortuna il mio programma non va a finire così! L’idea è di mettere a confronto due coppie di persone, con i loro stili di vita, le loro abitudini. Tre critici che vengono invitati a cena, completano il quadro. Io in qualità di critico grastronomico, Chiara Tonelli in qualità di interior designer e Roberto Ruspoli in qualità di esperto di bon ton. in sostanza è il gioco dell’ospitare condito con l’attenzione alla confezione: come si apparecchia la tavola, come viene cucinato il cibo e come viene presentato. E’ un programma leggero, divertente e veloce che raccoglie i consensi positivi sia della critica che del pubblico.

Qual’è la missione di un Cuoco Gentiluomo?


La missione del programma è di usare la cucina come pretesto per raccontare. Il mio desiderio era quello di portare anche me stesso ad un livello superiore, cioè volevo essere non solo un cuoco ma anche un intervistatore, uno che prepara cose buone ma che sà snche farsi raccontare i piccoli segreti. Le protagoniste sono donne dello spettacolo, dello sport, della musica, della cultura che per una sera accettano di farsi invitare a cena a casa loro da uno sconosciuto. Tutto è studiato per poter far vivere una serata piacevole sia a livello gustativo che a livello visivo. C’è sempre un pò di imbarazzo all’inizio ma quando arriva il primo piatto e ci si siede a tavola, io e la mia ospite immancabilmente ci dimentichiamo delle telecamere e ci godiamo la compagnia.

E la scatola?

La scatola è un modo per conoscere alcuni lati nascosti della mia ospite e un modo per permettermi di entrare un pò di più in confidenza con lei. Contiene oggetti che raccolgo mentre cucino e conosco la casa, sono oggetti che hanno un valore, un significato nelle loro vite.

Spesso bendi le tue ospiti, perchè?

E’ il momento che preferisco. Mi diverte molto bendarle, per il dolce per esempio, è una sorta di gioco sensoriale per che mette alla prova la fiducia negli altri. Quando ho incontrato Cecilia Dazzi le ho preparato il gelato alle rose perchè avevo scoperto che la nonna le faceva sempre un dolce alle rose. L’odore e il gusto le hanno riportato alla memoria un dolce ricordo che ha condiviso con me, è stato molto bello, un modo per esserle più vicino. E’ questo quello che voglio ottenere: emozioni.

Se potessi descrivere con una parola i tuoi programmi, quale useresti?

Spensieratezza. Sì, è la parola giusta. Mi piace fare programmi che non debbano per forza rincorrere lo share, sono più spontanei, veri. E poi sono educativi e allo stesso tempo divertenti. Li vedo sempre come dei programmi che fanno sorridere e rilasssare.

Alessandro Borghese è un vulcano di idee, divertente come i suoi programmi. Per ora lo salutiamo ma tornerà a trovarci, non temete!

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