Sanremo 2011 prima serata: Luca e Paolo fenomenali, Antonella Clerici penosa e tutto il resto è noia!

di Redazione 5

Foto: AP/LaPresse

Se il buongiorno si vede dal mattino, per la corazzata capitanata da Gianni Morandi si prospettano altri quattro giorni di tempesta fuoribonda. La sessantunesima edizione del Festival di Sanremo fa acqua da tutte le parti (nessuno è immune da oggettive responsabilità). E se si arriveranno a sfiorare i 10/12 milioni di spettatori è già grasso che cola.

CONDUZIONE: Improvvisata, quasi assente il copione (per il dispiacere degli autori), naturale (forse anche troppo) e senza un minimo di ritualità. E’ lo stesso padrone di casa a ribadire che nasce come cantante (per fortuna) e che difficilmente si adatta ai ritmi della tv. Le quattro spalle non sono all’altezza della situazione, fortemente rigidi e inadatti al ruolo. Pian piano, si scade nella routine più assoluta, costringendoci ad una lunga dormita rigenerante.

CAPITOLO BELEN RODRIGUEZELISABETTA CANALIS La lunga assenza iniziale delle due attesissime superdive da rotocalco, aumenta le aspettative (deluse nel giro di pochi minuti). Ha giocato molto l’emozione, ma si nota, da subito, che le due showgirl, hanno poca dimestichezza con una platea così prestigiosa. Così, la loro presenza sul palco si riduce a sporadici siparietti mal preparati, a canoniche introduzioni di pezzi e balletti di indubbia qualità artistica. Riusciremo mai a scoprire il reale motivo del loro ingaggio sanremese?

ANTONELLA CLERICI E LA PICCOLA MAELE IN APERTURA: sembrava una scenetta preparata ad arte per commuovere il povero (e sensibile) spettatore medio, convinto di assistere ad una scopiazzata versione Rai di C’è posta per te della De Filippi. Per non parlare della dedica finale su A te di Jovanotti, sicuramente di cattivo gusto. Presentarci la figlia in una manifestazione canora così solenne era davvero necessario? Più che un passaggio di testimone si è avuta l’impressione di assistere ad un reality da quattro soldi senza un minimo di logica e spessore morale.

CANZONI E CANTANTI: Morandi è riuscito nell’ardua impresa di invecchiare il Festival dopo gli ottimi esperimenti di Bonolis e Clerici. Pezzi datati, cantanti antiquati ed esordienti visibilmente spaesati. Ora si capisce il motivo per cui il bravo cantato dal duo Emma/Modà è dato per favorito dalla vigilia. A parte qualche motivetto orecchiabile in salsa sanremese, c’è il piattume più totale.

LUCA E PAOLO (TI SPUTTANERO’): i veri mattatori della serata (e gli unici che si salvano da questo minestrone mal condito). Avevano promesso di fare i bravi ragazzi per avere il lasciapassare per Raiuno, e noi tutti ci avevamo creduto. Ma si sa che chi nasce Iena non cambia. La parodia sulla situazione politica italiana (il duello tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi) è stata spassosissima e di un politicamente scorretto tale da asppettarsi una telefonata (non arrivata) del direttore generale Masi (che ormai chiama un pò ovunque). Ti sputtanerò, cover di In amore cantata qualche Sanremo fa da Morandi e Barbara Cola, si candida a pieno diritto ad essere il nuovo inno del PD. E non è detto che, il loro sketch non abbia indignato qualche dirigente dei piani alti Rai (e Mediaset) tanto da decidere di rimandarli al mittente prima della data di scandenza. Pronti a scednere in piazza per difendere la loro satira in tv?

Commenti (5)

  1. D’accordissimo con il post. La Clerici faceva troppo C’è posta per te, mentre l’anno scorso Bonolis e Laurenti furono simpatici e spiritosi, poi non mi piace vedere i bambini sfruttati in tv. Luca e Paolo bravi, alla fine si sono conquistati la scena. Morandi sufficiente. Belen e la Canalis bocciate, è finita l’era delle vallette, per l’anno prossimo meglio una spalla donna come la Littizzetto o una vera conduttrice.

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