Fatti in TiVù | Nel web spopola la campagna per la tutela dei lavoratori creativi freelance, in tv il caso Stamina su Presadiretta prende una brutta piega e la procura di Torino pensa all’eventuale arresto di Vannoni, all’Eredità un concorrente non conosce l’articolo 1 della Costituzione Italiana

di Redazione Commenta

Dopo essere stato mostrato a Le Iene come un salvatore, la procura di Torino sta indagando su Davide Vannoni e tutti coloro che ruotano attorno al metodo Stamina, in un Paese che segue sempre di più l’opinione di turno senza farsene una propria.

Riccardo Iacona ha parlato del caso stamina a Presadiretta: mentre Vannoni e soci sono indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla somministrazione di farmaci pericolosi, Iacona si è scagliato contro la spettacolarizzazione del dolore e le storie dei protagonisti di questa vicenda, che potrebbe concludersi malamente, spiattellati in tv. E, come ben sappiamo, Le Iene hanno fatto un lavoro rilevante per la diffusione del metodo, incoraggiando il Ministro della Salute a prenderlo in considerazione. Queste, invece, sono state le parole di Iacona:

Spero di aver riparato alla brutta figura che ha fatto la televisione. Quella di aver raccontato senza filtro i drammi dei bambini malati, come Celeste e Sofia, che sono stati la testa d’ariete con cui la metodica di Vannoni è arrivata all’opinione pubblica”. Una spettacolarizzazione del dolore che ha rubato il posto alle evidenze scientifiche. E che, secondo il conduttore, è arrivata a un passo dal piegare la politica: “Tant’è che la prima versione del decreto Balduzzi prevedeva l’ingresso del metodo nel Servizio sanitario nazionale, senza che ci fosse nessuna prova della sua efficacia.

Il Paese continua a cambiare opinione con il cambiare dei venti, ma mantenendo un perenne stato d’ignoranza e disinformazione. La televisione è un ottimo termometro per valutare la situazione in cui ci troviamo, basti pensare all’enorme gaffe commessa da Samuele, un ragazzo concorrente a L’Eredità che sotto gli occhi di Carlo Conti ha dichiarato che l’articolo 1 della nostra Costituzione sostiene che l’Italia è una Repubblica fondata sulla famiglia.

E se da una parte c’è un giovane che non conosce nemmeno le basi della propria esistenza sul territorio statale, dall’altra c’è chi si ribella alle condizioni dei giovani precari. Ieri ha ottenuto in pochissimo tempo migliaia di like la campagna virale #coglioneno. Il collettivo Zero ha prodotto tre video in cui un idraulico, un giardiniere e un antennista si sentono dire che per il loro progetto non c’è budget e altre frasi che i giovani creativi, freelance e precari, sentono ripetere all’ordine del giorno e in cui purtroppo in molti si immedesimano.

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