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Riccardo Cresci: ecco la nostra tv con le urla di chi non sa fare nulla

Secondo appuntamento del 2010 con le riflessioni di Riccardo Cresci, volto giovane, noto al pubblico di Sky Tg 24, riguardanti la televisione italiana. Quest’oggi Riccardo lancia un appello: basta con la televisione urlata, fatta da gente che non sa fare nulla. Condividete la sua idea?

Per fortuna che ogni tanto qualcuno smuove le acque e come anatre nello stagno ci svegliamo dal torpore quotidiano. Ci voleva una ricerca ben realizzata dall’associazione “Comunicazione perbene” a mettere in discussione la strada deserta che la nostra televisione sta per imboccare.

Già la parola per bene mi piace, segno di rispetto per il prossimo, non è volgare, ti indica qualcosa di pulito che può aiutare la gente e non calpestarla. Proprio un’indagine di questo sito internet ha messo Ko, come in un incontro di pugilato, la nostra comunicazione televisiva e non solo. I lettori hanno potuto scrivere a Babbo Natale e chiedergli cosa avrebbero desiderato dal punto di vista mediatico e televisivo nel 2010. I giochi sono stati presto fatti.

Alla gogna ogni tipo di reality show, quiz stile “gratta e vinci”, le urla e le risse tv, la famosissima spazzatura che riempie ogni giorno i nostri palinsesti. Se ci facciamo caso, ornai non esiste più uno spazio televisivo dove qualcuno possa non accapigliarsi per fare audience, picchiarsi, urlarsi contro qualsiasi tipo di offesa, svuotare le proprie angosce al vicino in maniera mica tanto “per bene”, anzi nel modo più aggressivo e maligno possibile.

Viene utilizzato un mezzo di informazione per farsi scudo e unirsi ai milioni di telespettatori a casa per scagliarsi contro qualcosa o qualcuno, non importa chi, come e quando, basta ‘fare casino e spaccare tutto’, tanto ormai è normalità. Guai a non farlo ne risentirebbe l’ascolto medio e gli investitori pubblicitari potrebbero imbestialirsi. Non giriamoci intorno, il problema è questo, è sempre ed unicamente una preoccupazione monetaria, i soldi, l’economia, ciò che muove le persone e le menti del mondo, quello che tutti vorremmo anche senza lavorare e con il minor impegno possibile.

Ecco fatto, ecco realizzati tanti bei programmini che ci rispecchiano e che stanno riflettendo solamente il nostro modus vivendi nel giorno d’oggi. Via libera al vincere facile, apriamo le gabbie dei leoni e andiamo a sbranare il coniglietto di turno, scotenniamolo in un solo boccone, così potremmo ricevere tanti begli applausi perché la nostra trasmissione ha vinto sulla concorrenza, ma attenzione non importa mica il come, l’importante è dire, abbiamo vinto!

Ecco, credo che bisognerebbe fare un piccolo passo indietro, ma non tanto, basterebbe un passo e invece si va sempre più avanti correndo verso una direzione che sta cancellando tutto quello che di buono c’era nel nostro Paese televisivamente parlando, ma non solo.

Quella che vediamo, signori, non è la tv che noi vorremmo, non è la televisione della “Signora Anna” che è casalinga e vive a casa per la famiglia, questa che stiamo vivendo è la televisione di chi fa televisione pensata e studiata per accaparrarsi più soldi possibili senza voltare minimamente lo sguardo a chi è a casa e vorrebbe solo distrarsi e perché no, divertirsi in maniera intelligente e cristallina.

Basta reality show dove ci sbattono davanti il sesso e le nudità in ogni salsa, lo possiamo trovare su internet se vogliamo o semplicemente facendo public relations! Basta convincersi che si può vincere facile senza impegnarsi e studiando il nulla, vogliamo diventare un gruppo organizzato di grandi ignoranti? E poi è più bello e stimolante quando studi per qualcosa ed essere accontentato, realizzando quello che desideravi fare da tanto tempo, la tenacia e la fermezza viene sempre ripagata. Non sempre, ma quasi.

Non ne posso più di vedere gente che litiga per tutto, anche per una congiunzione o un locuzione verbale detta al rovescio, sono stanco, siamo stufi, tutti!

Forse però è veramente la tv del 2000 lo specchio delle nostre anime e personalità, forse stiamo diventando più cattivi, più aridi, maleducati, inconsapevoli e non vogliamo svegliarci, ci nascondiamo finché qualcosa non esploderà e faremo tutti marcia indietro.

Il popolo che sta a casa vorrebbe solo il ritorno ad una pura e mera semplicità. Tutto qui. Non sarebbe difficile da attuare, magari organizzando e producendo stili di trasmissioni più vicine a quelle che vincevano e mietevano successi quando eravamo più sereni e senza troppe aspettative, quando eravamo meno ‘palloni gonfiati’ e ci divertivamo senza il bisogno di aggredire chi ci sta accanto. Uno stile di vita che dalla tv sta uscendo fuori e ormai dilaga anche nelle nostre famiglie, al bar, nel ristorante o in discoteca.

Vi prego, chiedo uno STOP!

Ripeschiamo i varietà, quelli veri, pieni di lustrini e paillettes, i quiz divertenti dove per vincere dovevi essere simpatico e preparato, i documentari e l’informazione giusta per aumentare la curiosità di chi guarda. Ridimensioniamo invece i toni e soprattutto le cifre. Torniamo ad essere normali. Ripresentiamo noi stessi.

Risse, litigi, offese, ignoranza, prepotenza, mediocrità, improperi di ogni genere, isteria, parolacce, prevaricazioni, violenza, gestacci. Vi ricorda forse qualcosa? Siamo ancora in tempo per non esserne totalmente sopraffatti, tutti aspettiamo che l’occhio di chi guarda possa solo rendersene conto.

Cresci con Riccardo Continua…

6 commenti su “Riccardo Cresci: ecco la nostra tv con le urla di chi non sa fare nulla”

  1. Ci vai giù pesante stavolta ma fai molto bene.
    Ai bambini non ci pensano mai ormai, li sfruttano come vedi in tv da Io Canto a Lasciami una canzone. Vergognoso.
    Quello che dici è pura verità e purtroppo credo che non cambierà mai niente.

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  2. Io dico ma come si fa a dire w il grande fratello!!! Porterà alla rovina le menti umane. Altro che programmi barbosi!! Chissà se riusciremo a fermare questa cavalcata di schifo generale.

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