Recensione: Rolling Stones’ Shine a Light

di Diego Odello 2

Primi piani sui volti, che non mostrano (nonostante l’età) la fatica, ma soltanto grande voglia di musica; riprese di tutti i muscoli in movimento di ogni componente del quartetto; smorfie di tutti i tipi; movimenti veloci; carica emotiva enorme: tutto questo è Rolling Stones’ Shine a Light.
Proviamo a scindere il soggetto mitico, i Rolling Stones, dal valore del film: Shine a Light è un film di grande qualità, data dall’esperienza del premio Oscar, Martin Scorsese, alla regia e ad una squadra di direttori della fotografia, che farebbe impallidire chiunque, con Robert Richardson in cabina di comando.
Martin Scorsese mixa immagini registrate con maestria durante il concerto al Beacon Theater di Manhattan, a immagini di backstage e interviste e regala a tutti i fans del gruppo di Mick Jagger & Co., non un film comune, ma un dipinto di grande valore, un documento, un testamento virtuale della musica del novecento.


A fare da contorno alla band, in un teatro pieno di esaltati spettatori, c’è pure una platea di gente nota tra cui la famiglia Clinton (la mandante del documentario), a cui Keith Richards lancia una battuta salutando: “Hi Clinton, I’m Bushed” (gioco di parole abbastanza comprensibile), Jack White, Buddy Guy e Christina Aguilera.
A livello tecnico,la bravura di Scorsese sta nella sua capacità di lasciare ai musicisti la scena (cosa che per un regista di livello mondiale non è da considerare scontata), senza forzare i protagonisti, ma facendosi trascinare dalla musica come se a riprendere fosse un fan sfegatato, rendendo così la pellicola di una genuinità fuori dal comune, regalando al pubblico emozioni da concerto. Ottime le riprese da più punti di vista e il montaggio decisamente in linea con la musica. Non manca nel finale nemmeno la mitica linguetta, che sostituisce la luna alta nel cielo.
Le immagini pulite, sporcate solo dalla potenza del Rock, ci accompagnano per due ore tra canzoni mitiche come Jumpin’ Jack Flash, Sympathy for the Devil, Brown Sugar, I Can’t Get No Satisfaction senza annoiare, catturando il pubblico del cinema quasi come quello del concerto.
Concludendo: Rolling Stones’ Shines a Light è un documentario registrato al concerto del 2006 al Beacon Theater di New York, che descrive, dipinge e suona Rolling Stones. Consigliato agli amanti della musica, ai fans di uno dei gruppi che ha fatto la storia della musica e a chi vuol vedere come si racconta un concerto.
Sconsigliato a tutti coloro che vanno al cinema per vedersi un film e non una performance musicale, che cercano parole e non canto, azione e non emozione.

Commenti (2)

  1. Ancora lo devo vedere…son curiosa!

  2. Anche io lo devo ancora vedere,ma conto di farlo subito!adoro i rolling stones(come adoro tutto il genere rock…)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>