Indiana Jones e i predatori dell’Arca perduta

di Enrico Nanni 2

Qui cominciano le avventure del mitico Henry Jones Junior, detto Indiana Jones dopo una sua disavventura che lo ha visto in fuga dagli Indios del Perù.
Da questo momento viene inferto un colpo d’accetta definitivo e meraviglioso sull’albero del cinema d’azione (e non), il cui segno è destinato a durare in modo indefinito, ed io sono il primo ad esserne felice!
I nomi, e per nomi intendo Nomi, letteralmente si accalcano per questa fantastica pellicola del 1981, che possiamo, in modo estremamente restrittivo, relegare al genere avventura/azione.


Si parte dalla regia, quella di Steven Spielberg, che non necessita di alcuna introduzione, per giungere alla produzione, quella di George Lucas, passando direttamente per la sceneggiatura, niente meno che di Lawrence Kasdan. E nasce il grande Indy.
Non posso contenere l’entusiasmo, vuoi perché siamo alle porte del quarto capitolo, vuoi perché Indy per me ha rappresentato un modello, che sfortunatamente non sono riuscito ad imitare in moda adeguato.
Non è sufficiente una frusta, bisogna anche saperla “indossare”; e con essa tutto il resto. Non per niente di tentativi di clonazione nel corso degli anni ce ne sono stati, e non pochi, ma, guarda il caso, tutti destinati a un successo temporaneo e spesso mediocre.
L’arca perduta di cui si parla non poteva essere che la massima arca pensabile: l’Arca dell’Alleanza; sulle sue tracce si sono avventurati i nazisti, e siamo in pieno 1936. Il nostro eroe, professore di archeologia, viene contattato dall’intelligence inglese.
Indy è mosso da quella che è la valenza storica dell’oggetto di cui si sta parlando: esso contiene infatti frammenti dei dieci comandamenti, dettati direttamente da Dio a Mosè.
Per questo si presume che chi riesca a entrare in possesso dell’Arca possa ottenere una qualche forma di potere enorme e atavico, più forte del tempo.
Indiana supera i vari incontri con i nazisti e giunge finalmente in Egitto in compagnia della vecchia amica Marion (Karen Allen), che possiede un medaglione antico in grado di rivelare l’ubicazione segreta del reperto.
Nel cast, oltre ad Harrison Ford nella parte del protagonista, e Karen Allen nella parte di Marion, troviamo Paul Freeman nei panni del Prof. Rene Belloq, Ronald Lacey nei panni del Maggiore Toth, John Rhys-Davies nei panni di Sallah.
E poi ancora Denholm Elliot interpreta il prof. Marcus Brody, Alfred Molina è Satipo, Wolf Kahler è il Colonnello Dietrich, Don Fellows è invece il Colonnello Musgrove, mentre George Harris è Katanga.
Un mix di azione, avventura, vorticoso e accattivante, assolutamente imperdibile, per un esordio coi controfiocchi per il grande Indiana Jones. Quasi superfluo citare l’adeguatezza e la bellezza intrinseca della colonna sonora.

Commenti (2)

  1. Il film nel suo genere è carino,ma voi nn avete risp aal mia domanda

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