Gli anni più belli, un racconto molto interessante che arriva al cinema

di Daniele Pace Commenta

Sarà Gabriele Muccino a tenere le fila del nuovo film Gli anni più belli, che verrà proposto in tutte le sale cinematografiche a partire dal prossimo 13 febbraio. Al suo interno hanno recitato attori del calibro di Micaela Ramazzotti, Claudio Santamaria, Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, che sono i personaggi principali.

Gli anni più belli, la dodicesima fatica di Muccino

A fare da sfondo alla trama di questo film, ci sono speranze e delusioni che partono dagli anni Ottanta e si spingono fino a giorni nostri. Si tratta del film numero dodici di Gabriele Muccino, che si può considerare a tutti gli effetti un affresco di proporzioni epocali, che si snoda lungo le vicende di Gemma, Giulio, Paolo e Riccardo. Si tratta di quattro ragazzi che sono nati nel corso degli anni Sessanta e le cui vite si continuano ad intrecciare tra rapporti di amore e di amicizia, ma anche fatti da sofferenze, tradimenti, così come delusioni, senza dimenticare l’aspetto della corruzione dei sogni.

Una trama che fa dei riferimenti storici particolarmente importanti, dal momento che parla della Caduta del muro di Berlino, ma anche di Tangentopoli, oltre che dello sbarco in politica di Silvio Berlusconi, ma ci sono riferimenti anche all’attentato terroristico dell’11 settembre e non solo.

Gabriele Muccino, nello spiegare questo film, mette in evidenza come sia sempre un esercizio molto complicato quello di provare a definire gli anni più belli della vita. Infatti, a ritagliarsi un posto in primo piano per tutta la durata del film è proprio lo scorrere del tempo: quest’ultimo, con i cambiamenti che inevitabilmente apporta alla vita delle persone.

Questa pellicola rappresenta il tentativo di Muccino di rendere omaggio al cinema italiano, mettendo in evidenza come si tratti, senza ombra di dubbio, del suo film più epocale. Per quale motivo? Per tante ragioni, non per ultima quella di aver tratto ispirazione da Risi, Scola, Fellini e Zavattini. L’ispirazione arriva anche dai film “C’eravamo tanto amati”, anche se poi lo sviluppo narrativo del film realizzato da Muccino è molto differente.

Muccino ha voluto puntare tutto sull’amicizia e sulla semplicità. Non esistono delle differenze tra il ceto più abbiente e quello più pover, non ci sono contrapposizioni politiche. Tutti i personaggi principali della pellicola sono nati in seguito al Boom economico e, in men che non si dica, si ritrovano degli adulti con il peso delle ideologie e di ideali che poi non saranno in grado di concretizzare, ma senza avere alcun tipo di connotazione negativa.

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