Doctor*ology

La domenica sera è sempre un disastro. Mi viene voglia di fare qualcosa di produttivo, ascoltare una voce che mi insegna qualcosa, come per anticipare il lunedi.

Ma allo stesso tempo porto sulle mie spalle il fardello di un week end lungo, ho voglia di rilassarmi in attesa di un lunedi ad andamento logaritmico.

Cosa c’è di meglio della compagnia di Leslie Nielsen (Una pallottola spuntata,tanto per citarne una) e David Lawrence (Vita da Strega) per imparare qualcosa divertendosi?

Artù: la tavola rotonda di Raidue

Sdoganatosi dall’esperienza di Quelli che il calcio, ufficialmente per motivi di tempo, Gene Gnocchi è in onda dallo scorso settembre ogni giovedì sera alle 23.30 circa su Raidue, con la sua creatura dal titolo Artù. A nostro modesto parere, il comico di Fidenza, ha trovato il modo di smarcarsi da un programma come quello della Ventura, dove probabilmente non si sentiva più a suo agio e comunque per ovvi motivi di tempo, non aveva la possibilità di proporre appieno la sua creatività e comicità pungente.

Ecco nascere Artù, cucito su misura, più congeniale alle caratteristiche del genio istrionico di Gnocchi, diretto dallo stesso Paolo Beldì di Quelli che il calcio, qualcosa di diverso rispetto all’esperienza della Grande Notte, di cui Artù possiamo dire è la conseguenza logica.

Dal programma di Raidue (la Grande Notte appunto), dove il soggetto era la tv e i personaggi del mondo televisivo più singolari, messi rigorosamente alle berlina, la nuova creatura di Gnocchi, proprio come dice il nome, è una tavola rotonda dove si discute degli argomenti più disparati con gli ospiti in studio, non più di 5 alla volta spesso non vip, in un clima goliardico e volto alla pura dissacrazione.

La storia siamo noi

Sommerso dagli impegni quotidiani, mi sfugge sempre questo particolare. Il livello di granularità con il quale spesso viviamo le nostre cose ci impedisce – e forse è un meccanismo legato all’adattamento – di cogliere il nostro essere una briciola che crea la storia.

E di storia si parla su Rai2 alle 23:45, in un dossier che ci incastra nella storia senza troppe foto d’epoca, senza pietà. Si parla di paternità. E pensare che pensavo che la storia fossero gli altri.

E invece anche questa è storia, storia di sempre, del passato, del presente e – sempre meno – del futuro. Sempre meno perchè ormai le figure genitoriali sono offuscate da un alone di incertezza, un pò per come la famiglia va strutturandosi in questi anni in modo più o meno naturale, un pò per il contributo della società che nel plasmare le persone e le cose la fa da padrone.

Buona la prima: ricomincia il programma improvvisato di Ale e Franz

E’ cominciata ieri sera la seconda stagione di Buona la prima, lo spettacolo tratto dal format tedesco Shiller Strasse, che mette in primo piano la capacità di improvvisazione degli attori, nel nostro caso Ale & Franz.

Come funziona la trasmissione: i due protagonisti, coadiuvati da altri attori, improvvisano una storia, conoscendo soltanto l’inizio e ascoltando le direttive date in auricolare da un suggeritore (che parla singolarmente ad ogni attore, cosicché gli altri non sentano), un personaggio famoso differente per ogni storia (ad esempio ieri sera Cecchi Paone nella prima e Pino Insegno nella seconda) per portarla a termine.

L’ambientazione è semplice: in un teatro, di fronte a quattrocento spettatori, è stato allestito un appartamento (più precisamente, la porta d’ingresso dà in un soggiorno con annessa cucina) arredato, dove si sviluppano tutte le scene e nel quale si avvicendano, nell’arco della puntata, i vicini di casa e misteriosi ospiti (ieri Michelle Hunziker e Alessandro Preziosi).

Le storie di Top Secret

Altro che Top Secret, l’eco della morte di Paolo Borsellino echeggia ancora ovunque, e la sentono tutti. Claudio Brachino apre la trasmissione con un intervista niente meno che a Vincenzo Calcara, mafioso pentito, pronto a farci mille rivelazioni, tutte rigorosamente top secret.

L’ombra del pentito proiettata sul muro parla, parla, parla; esplicitamente, senza risparmiare niente e nessuno; parla delle vicende legate a Borsellino, parla di Giovanni Falcone, e di eventi legati a questi grandi personaggi.

Brachino si raccomanda di attenersi a fatti rigorosi, verificabili, il pentito non dice di si, ma va avanti lo stesso, come se il motore delle sue parole abbia ormai intrapreso una ripida discesa.

Il Senso della Vita

Ci sono cose grosse in ballo, domande di una certa importanza. La mia settimana si chiude solitamente in “fade out”, e la serata della domenica scivola stancamente in bocca al vorace lunedi mattina, senza troppi pensieri.

Il Senso della Vita, condotto dall’intramontabile Paolo Bonolis ci offre delle storie in seconda serata, che sono storie da seconda serata.

Nel 1959 Giò Stajano, artista, giornalista e scrittore dichiara, per primo in Italia, di essere omosessuale. Scrive un libro intitolato Roma Capovolta alla ricerca interiore di ribellione e di protesta contro l’oscurantismo, e alla ricerca esteriore di scandalo e di successo.

Arriva il Bagaglino in TV. Facciamo i bagagli e fuggiamo?

Billy Wilder durante le riprese del suo film Avanti! Disse che aveva lavorato con un grande attore italiano che avrebbe fatto strada. Quella giovane promessa era Pippo Franco! Cosa penserebbe oggi di lui il grande regista se lo vedesse da Sabato 12 Gennaio alle 21.10 su Canale5 ,nell’ennesimo noioso spettacolo del Bagaglino?

Gabbia di matti è il nuovo spettacolo, solo nel nome non preoccupatevi, di Pierfrancesco Pingitore che ci terrà compagnia per 6 settimane sulla rete ammiraglia Mediaset.

A gestire la truppa come sempre Pippo Franco accompagnato ancora una volta da Aida Yespica.