Resto Umile World Show: Checco Zalone e lo scomodo paragone con Fiorello

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Il Resto Umile World Show, l’atteso one man show di Checco Zalone, in onda su Canale 5, aveva, dinanzi a sè, un unico ostacolo ma all’apparenza abnorme: Fiorello. Il varietà dello showman siciliano, infatti, attualmente in onda, che sta sbancando gli ascolti, diventa, di riflesso, un’inevitabile metro di paragone per il comico pugliese: la satira o presunta tale, la capacità di reggere uno show di 3 ore praticamente da solo, gli ospiti e tutto il resto. Ogni cosa verrà forzatamente paragonata al più grande spettacolo dopo il weekend. Anche domani mattina, alla vista dei dati Auditel, leggendo il dato conquistato da Canale 5, ci sarà già chi farà i calcoli.

Eppure il problema non avrebbe dovuto presentarsi: Fiorello, atteso in tv dal 2004, e Checco Zalone, divenuto il nuovo golden boy del cinema italiano, hanno due modi sostanzialmente diversi di affrontare il pubblico. Fiorello è più da Studio Uno, Checco Zalone è il comico da sagra di paese, Fiorello punta su comicità e savoir faire, Zalone è volontariamente sguaiato e fa un abbondante uso di parolacce. Hanno una sola cosa in comune: sono splendidamente nazionalpopolari.

Per questo, è risultato ridicolo il tentativo di edulcorare la comicità di Zalone, con le parolacce a mezza bocca o autobippate fino alle 22: ci sono i bambini, certo. Senza scadere nella demagogia più spicciola, non si capisce perché a Canale 5 certi scrupoli se li facciano solamente da martedì a domenica. Il lunedì sera, giorno di messa in onda di noi sappiamo cosa, tutto è permesso.

No. Se prendi Zalone, prendi tutto il pacchetto, altrimenti snaturi il tutto. Lo spettatore che sceglie Zalone sa a cosa va incontro, non cambia canale inorridito appena ode sragionare su emorroidi o autoerotismo.

Qui si voleva arrivare, alla banalissima conclusione: Zalone è Zalone, Fiorello è Fiorello e ogni paragone non porta a nessuna conclusione logica.

Per quanto riguardo lo show in senso stretto, invece, a Zalone si può rimproverare solo lo scarso ritmo televisivo e alcuni sketch, come il monologo iniziale e la gag con la fidanzata, francamente deboli. Tutto il resto è stato esattamente ciò che ci si aspettava da Zalone.

Il temuto sketch su Michele Misseri? Solo sano sfottò. Pochi giorni e non se ne parlerà più.

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