Mattino 5, Delitto Meredith: Sollecito si dichiara innocente

di Elide Messineo Commenta

Raffaele Sollecito è tornato in Italia per parlare del delitto di Perugia e dell’omicidio di Meredith Kercher, mantenendo la promessa che aveva fatto. A Mattino Cinque si sono visti alcuni degli spezzoni del discorso del ragazzo nell’aula di tribunale.

Ad introdurre l’argomento è Federica Panicucci, che anticipa quanto detto da Raffaele Sollecito: accusato dell’omicidio di Meredith Kercher insieme all’enigmatica Amanda Knox, ha raccontato di essere stato innamorato di lei e che la ragazza americana è stato il suo primo amore. Su di lei c’è già un secondo film in corso, mentre di Sollecito si è parlato di meno, il prossimo 10 gennaio ci sarà la sentenza.

Il giornalista in collegamento da Firenze parla di un Sollecito sconvolto e combattivo, pronto a fare di tutto per raccontare la sua verità:

Mi dedicavo molto agli studi che erano molto impegnativi e nel frattempo avevo conosciuto Amanda Knox, che è stato il mio primo vero amore nella mia vita, anche se molto tardi. Io e Amanda vivevamo agli albori di una storia molto spensierata. […] Mi è molto difficile cercare di guardare avanti, essere positivo in un futuro. Io vi chiedo umilmente di poter guardare la realtà di tutta questa vicenda e di considerare il grosso sbaglio che è stato fatto e di potermi dare la possibilità di chiedere ancora che una persona come me, un italiano come voi, ci possa essere la possibilità di avere una vita… una vita, perché al momento io una vita reale non ce l’ho. Vi chiedo questo e vi ringrazio…

Alla fine dell’intervento Raffaele Sollecito si commuove davanti ai giudici, poi prosegue parlando di accuse ingiustificate nei suoi confronti:

Sento nei miei confronti una persecuzione allucinante che per me non ha alcun senso logico, sembra un incubo che va oltre ogni immaginazione. Anche quando sono arrivati i testimoni portati da chi mi accusava, sono stati sbugiardati uno dopo l’altro. Per esempio io non ho mai conosciuto Rudy Guede, non ci siamo mai incontrati in vita nostra, forse anche perché abbiamo fatto vite completamente diverse, ma questa è la realtà. […] Io sono stato gettato in carcere dalla sera alla mattina ed ho speso quasi sei mesi in isolamento, dopodiché mi hanno portato in un carcere di massima sicurezza e non auguro a nessuna persona al mondo di poter vivere quello che ho avuto come esperienza, perché tutta la mia vita che c’era prima adesso non c’è più, è stata completamente cancellata e portata via.

 

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