Mia figlia è una cheerleader su Real Time

di Elide Messineo Commenta

Tra ginnaste, calciatori e nuotatori, la tv ha ritagliato uno spazio anche alle cheerleader ed ovviamente il tutto accade su Real Time.

Quando si tratta di raccontare nel dettaglio vite e situazioni fuori dal comune, Real Time è sempre in prima linea. La novità della stagione va in onda il sabato alle 12.30 e si tratta di Mia figlia è una cheerleader. Questa è un’attività molto in voga negli USA, arrivata di rimbalzo in Italia grazie a film e serie tv, ma mai del tutto scopiazzata, se non in alcuni casi. Almeno per una volta, lasciamo l’esclusiva agli altri, nei limiti del possibile.

Le cheerleader sono tutte sorrisi e balletti, ma non conducono di certo una vita facile. Nella fattispecie si seguono le allieve di Alisha Dunlap ma fino a questo punto sembra proprio che non ci sia nulla di male. A pochi giorni di distanza dalla polemica contro Carla Gozzi e il suo Guardaroba perfetto Kids and teens da dedicare alle bambine per aiutare le mamme ad abbinare i loro vestitini (che dilemma atroce!), ecco che arriva un altro programma che mette al centro dell’attenzione il rapporto madre-figlia ma, a differenza di quello con la Gozzi, qui il rapporto è di tutt’altra specie.

Non sia mai che passi un programma in cui non ci sia un comportamento del tutto ossessivo: le vere protagoniste non sono le bambine, che sono sottoposte ad allenamenti durissimi ed un ritmo stressante; in realtà sono le mamme a fare da padrone in questa trasmissione, con le loro ambizioni sfrenate. Si sa, a volte i genitori perdono il controllo e sperano di poter realizzare i sogni di gioventù rimasti impolverati nel cassetto tramite i loro pargoli. Nel caso di Mia figlia è una cheerleader, le mamme sono competitive fino all’estremo, fino a perdere di vista i bisogni delle loro figlie per mettere davanti il loro desiderio di riuscire in qualcosa, seppure indirettamente. Magari per vantarsene con le amiche o tanto per il gusto di apparire davanti alle telecamere, vantandosi delle bambine ricoperte di lustrini. Dopotutto dal successo delle figlie dipende tutta la catena delle loro relazioni sociali.

Ne avevamo davvero bisogno.

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