Il mostro di Udine, da mercoledì 22 maggio alle 22.00 su Crime+Investigation

di Antonio Ruggiero Commenta

A partire da mercoledì 22 maggio alle 22.00 Crime+Investigation trasmette in prima visione assoluta la docu-serie in quattro episodi Il mostro di Udine

Subito dopo il salto, alcune anticipazioni su Il mostro di Udine, la docu-serie televisiva che andrà in onda in prima visione assoluta da mercoledì 22 maggio alle 22.00 su Crime+Investigation (in esclusiva su Sky al canale 119).

Il mostro di Udine, anticipazioni

Dal 1971 al 1989 più di nove donne furono uccise nella zona di Udine. Nessun colpevole è stato mai trovato per questa lunga serie di omicidi. Per almeno quattro di essi si è ipotizzato che la mano fosse la medesima: stessa tipologie di vittime, stesso modus operandi, stessa terribile violenza.

Il mostro di Udine è la prima serie di real investigation: quattro episodi di un’ora ciascuno che ripercorrono la storia di questi omicidi irrisolti, tutti accaduti nell’isola felice di Udine e provano a riaprire le indagini su uno dei cold case più feroci di sempre.

Le vittime erano donne che si aggiravano per le strade di notte, da sole: alcune si prostituivano, altre si drogavano, altre ancora avevano problemi di alcolismo: prede facili per un maniaco sessuale o uno spietato assassino. La docu-serie ricostruisce la tragica fine di Maria Luisa Bernardo, Maria Carla Bellone, Marina Lepre, Luana Gianporcaro, Aurelia Januschewitz, Irene Belletti, Jacqueline Brechbuhler, Maria Bucovaz e Stojanka Joksimovic. Dietro questa scia di sangue potrebbero nascondersi uno o due serial killer, la cui identità non è mai stata rivelata. Il mostro di Udine ancora oggi, infatti, non ha un nome.

La serie di Crime+Investigation si mette sulle tracce dell’assassino, analizza attraverso le nuove tecnologie i reperti ancora disponibili, va a caccia di inedite testimonianze e indizi mai raccolti. Incontra i figli delle vittime e i conoscenti che non hanno mai parlato davanti alle telecamere. Ricostruisce i casi da un nuovo punto di vista: intervista i poliziotti, i carabinieri, i magistrati e i giornalisti che si occuparono delle vicende e ricorre alla collaborazione di scienziati forensi che, approcciandosi per la prima volta alle indagini, consentono di illuminare i punti oscuri delle diverse storie.

Nelle scorse settimane l’avvocato Federica Tosel, incaricata dai parenti di due delle vittime, la Bernardo e la Bellone, ha presentato istanza di riapertura delle indagini presso la Procura di Udine. Infatti, grazie alle riprese della docu-serie televisiva, sono stati ritrovati alcuni reperti che non vennero analizzati all’epoca delle inchieste, dal momento che l’allora scienza forense non disponeva dei mezzi tecnici per farlo.

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