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A Tutto Talent: Masterpiece, Fashion Style, X Factor, C Factor

Se il reality è morto, il talent resuscita. In varie forme. Dal prossimo autunno, assisteremo a resurrezioni/reincarnazioni d’ogni sorta. Chissà se qualcuna farà gridare al miracolo. Intanto lo scetticismo infiamma gli animi di questa bollente estate. Perché talent o non talent, tutti promettono posti di lavoro in una Paese in cui d’abitudine le grandi aziende non leggono i curriculum vitae, la meritocrazia non esiste (o sopravvive alla faccia dei talent show in rarissime forme) e non esistono agenzie di collocamento che tengano specialmente nei lavori cosiddetti “creativi”. Ma se il messaggio che passa è: “non restano che i talent show per trovare lavoro”,  sappiate che siamo veramente arrivati alla frutta. Tutto il resto è show!

Una volta in tv si vincevano soldi, per abilità e conoscenze culturali (vedi i vecchi quiz di Mike Bongiorno) poi una valanga di soldi arrivavano per caso o per fortuna (vedi Affari Tuoi in cui bisogna semplicemente dare i numeri e nemmeno ricordarsi la propria data di nascita).

Ora bisogna avere talento. Molto talento. Ed essere personaggi. Avere una storia triste alle spalle aiuta, essere delle gran bei ragazzi/e pure. Non si vincono più così tanti soldi. Si regalano opportunità di lavoro. Un posto per The Apprentice. Un disco per X Factor. Qualche ospitata per C Factor. Una collaborazione con un marchio della moda per Fashion Style. Un libro con una grande casa editrice per Masterpiece.

E i talent show offrono una corsia preferenziale per raggiungere ambiti lavorativi a cui una persona comune sembra non poter accedere. È solo questo che spaventa: l’illusione nell’illusione. Perché a dispetto di un sistema di accesso al mondo del lavoro ostruito e sporcato da logiche altre, con una buone dose di tenacia (al limite dell’insistenza), una grandissima preparazione, un pizzico d’ambizione, nessuna paura della fatica e, ovviamente, talento… i sogni si possono realizzare eccome.

Il resto è televisione. E allora fatevi avanti. I comici provino con C Factor, le modelle e gli stilisti con Fashion Style, gli scrittori con Masterpiece. E così via. Ci vuole talento. Ma non aspettatevi altrettanto dai giudici. Quelli sì che spesso sono televisivi e poco hanno a che fare con la materia in questione.

Insomma, aspettatevi imprenditori alla Briatore, scrittori di best seller che senza invisibili correttori di bozze forse non saprebbero scrivere manco la lista della spesa, conduttrici tv fashion blogger, cantanti da una o due canzoni fortunate che giudicheranno la vostra carriera. Ma che importa? È uno show. And the show must go on. 

 

 

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