• 26
  • Mag

MelaVerde


Mi sono trovato spesso, in passato, a condividere all’incirca un novantesimo di quello che dice la sempre affascinante Gabriella Carlucci su una serie di argomenti. Tuttavia questo Mela Verde ha il suo razionale.

Il verde è un colore che ha mille significati oggi, ma il primo, quello originario, rimane sempre quello più popolare: la natura, l’aria buona, la buona alimentazione, e così via.

Mela Verde ci porta attraverso l’Italia dell’agricoltura, dell’ambiente, e delle tradizioni eno-gastronomiche. Un appuntamento di grande successo per Rete 4, che parla di un’Italia che non molti conoscono, ma che è viva e vegeta, in tutti i sensi.


Sono ormai dieci anni che Mela Verde vive sui nostri schermi, quindi un motivo ci deve essere, anche se, per dirla tutta, non è nella mia personale top five televisiva, e neanche nella top ten.

Si tratta piuttosto di un programma che, attraverso il farci riconoscere come nostre cose che nostre di fatto non sono, ci fa sentire più partecipi di questo assurdo Belpaese, per (quasi) citare Francesco Guccini.

Mela Verde rappresenta ormai un genere: si tratta di quel tipo di trasmissione che ti spiega quando è la stagione delle tue castagne nella regione, oppure la storia segreta di un certo piatto tipico.

Il conduttore è un esperto, Edoardo Raspelli, che ci porta in giro per le regioni alla ricerca di risposte a domande che spesso non ci siamo mai posti. Per lo meno per quello che riguarda me.


Ma informazione è cultura, e diffusione di informazione, per quanto futile, è sempre diffusione di cultura. Per questo alla fin fine Mela Verde a volte è perfino interessante, e riesce a catturare lo spettatore.

Per non parlare del fatto che a volte “sentirsi in giro” per l’Italia fa bene, e come capita spesso, se non ci si può muovere per un qualche motivo forse tanto vale accendere la televisione e guardare chi, invece, più fortunato di noi, può andare alla scoperta della cultura eno-gastronomica recondita della parte rurale del nostro paese.

Laddove Raspelli è l’esperto saldo, la nostra ancora per l’apprendimento delle nozioni fondamentali e nostrane, la Carlucci è più showgirl, più avventurosa e spregiudicata, se questi due termini possono essere usati nel contesto di una trasmissione come questa.

Buttiamoci dunque alla ricerca degli aspetti singolari di certe tradizioni, nella speranza di poter gustare qualche piatto particolare, qualche emozione nuova, in regioni che non conosciamo.

L’ambiente è comunque un qualcosa che rischia di passare in secondo (dovrei dire n-esimo) piano, ed è un bene che ci sia una serie di programmi televisivi che lo esalta e che ce ne ricorda l’importanza.

E poi un pò di sana tradizione non può fare che bene, consideratala specialmenta da un punto di vista gastronomico!





2 Commenti Scritto da Enrico Nanni
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Sono stati scritti 2 commenti su "MelaVerde"

  1. [...] di share, Tatami l’11,23%, Kill Bill vol. 2 il 12,93% e Malèna l’11,13%. Nel day time chiude Melaverde con 1 milione 974 mila telespettatori e il 15,02% di share. Chiude anche Fifty-fifty con 3 milioni [...]

  2. [...] dalle 7.15 alle 9.30, ci sarà un documentario (9.30),La Santa messa (10.00), Pianeta mare (11.00), Melaverde (12.15) e dopo il Tg4, dalle 14 alle 18.30, due film che traghetteranno il pubblico ad un doppio [...]



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