Sky Tg24: intervista a Monica Peruzzi

di Enzo Mauri 3

Parliamo di Sky Tg24, il canale all news di Sky, visibile per gli utenti della piattaforma satellitare sul canale 100 e 500. Diretto da Emilio Carelli, Sky Tg24 propone ogni giorno 39 edizioni del telegiornale con aggiornamenti ogni mezz’ora, oltre a programmi di approfondimento sui fatti del giorno e nel campo della cultura, finanza e spettacolo.

Nato nel settembre del 2003, il canale ha conquistato sempre più i favori del pubblico al punto da ricevere nel 2007 il Premio Regia Televisiva nella categoria Migliore Tg. Il merito di tanto successo va alla puntualità e obbiettività dell’informazione proposta ma anche alla bravura dei giornalisti, che in coppia conducono le varie edizioni del telegiornale. Noi di Cinetivù, abbiamo incontrato in una pausa di lavoro la bella e brava Monica Peruzzi, che ringraziamo per l’estrema cortesia, ecco cosa ci ha detto.

Come nasce giornalisticamente parlando Monica Peruzzi?

Ho iniziato a collaborare come stagista per La Nazione di Arezzo, già ai tempi dell’università. Poi ho continuato con la carta stampata – mio indimenticabile amore – per quattro anni, lavorando nel frattempo anche per alcune testate televisive locali, occupandomi di cronaca e politica. Da qui sono passata a una testata regionale, che faceva da service per Mediaset e Sky. Quello è stato il mio tramite per approdare qui.


Oltre a condurre il Tg di Sky, ti vediamo spesso in esterna, quale dei due ruoli preferisci?

Il ruolo di anchor, nel nostro tg è fondamentale. In una all news, sempre in diretta, come la nostra ancora più centrale rispetto ai tg generalisti. Dobbiamo essere sempre pronti a seguire gli eventi più importanti, commentando, rigorosamente, in diretta, le immagini che ci arrivano da tutto il mondo, le notizie dell’ultim’ora, lo sviluppo dei fatti principali. Questo significa prepararsi moltissimo, avere sempre un occhio sulle agenzie. Insomma, una mole di lavoro davvero imponente, perché, ripeto, tutto quello che si vede è in diretta. Ovviamente, poiché nasco come operativa, cioè come cronista “di strada” se vogliamo dire così, non posso negare che raccontare i fatti dal luogo dove accadono è il mio sogno. Quello che desidero, per la mia carriera professionale, è diventare un inviato, andare nelle zone critiche del Mondo e cercare di spiegare cosa succede.

Condurre un tg all’alba non deve essere una cosa facile, ci racconti la tua giornata a lavoro?

Per fortuna l’esperienza all’alba è finita. Dico per fortuna perché solo chi si sveglia nel cuore della notte, ovvero alle tre, per leggere giornali, spulciare le agenzie, e prepararsi per una diretta lunga sei ore, può capire cosa significhi. Lo sforzo fisico e mentale è disumano. Adesso la mia giornata inizia intorno alle 8,30, con la lettura dei giornali. Poi arrivo in redazione, vado in riunione, dove decidiamo la scaletta (che però, lo ricordo ancora una volta, è sempre in evoluzione e passibile di cambiamenti nel nostro tg) e gli ospiti da intervistare durante le varie edizioni. Trucco e parrucco e poi ancora spulciatina alle agenzie prima di andare in onda.

Confessa! Ogni tanto, durante le dirette, tra colleghi vi fate degli scherzetti?

Beh, sei ore di diretta sono un’infinità. Una vera maratona. Le notizie, come è facile immaginare, per la maggior parte tragiche. Diciamo che non possiamo parlare di scherzi, perché l’attenzione è sempre piuttosto alta. Possiamo parlare di qualche risata, magari sugli argomenti più leggeri. Per fortuna il rapporto fra di noi è ottimo, quindi mi sono trovata bene con chiunque mi sia capitato di condurre.

Quanto ha cambiato la tua vita condurre un telegiornale così apprezzato come quello di Sky Tg24?

La vita è cambiata, sì. Soprattutto per carico di impegni e per la serietà che impone avere il privilegio di condurre un tg come il nostro. Ma per il resto, sono sempre la solita Monica. In più, ho avuto la fortuna di incontrare tanti bravissimi professionisti, alcuni dei quali sono diventati più amici che colleghi. E non solo. A Sky ho trovato anche l’amore. (Paolo Fratter, altro telegiornalista di Sky, aggiungiamo noi)

Ormai il mondo del giornalismo televisivo è dominato in video da volti femminili, ma nelle redazioni quanto pesa il vostro apporto?

Non vorrei cadere anch’io nei soliti luoghi comuni. Non c’è bisogno di dire che non siamo solo belle, vero? Ormai credo che sia sotto gli occhi di tutti che, per prima cosa, siamo preparate. Quindi rappresentiamo una risorsa, sotto tutti gli effetti. Quel che è vero è che ancora siamo poche nei posti di comando. Ma non solo a Sky.

Qual’è la situazione più difficile o che comunque ti è rimasta maggiormente impressa in questi anni di attività?

Ce ne sono stati molti di momenti di “passione”: direi sicuramente la malattia e la morte di Papa Giovanni Paolo II, che ci hanno visti impegnati per settimane in diretta continua; poi gli attentati alla metropolitana di Londra e l’arresto di Bernardo Provenzano. Commentare questi eventi senza avere nessuna pezza di appoggio, a braccio, per ore e ore, in edizioni monografiche, credetemi, è stata dura.

Monica Peruzzi, nel privato, com’è?

Uno tsunami, con giornate troppo corte per tutte le cose che vorrebbe fare. In questo momento sto finendo di scrivere il mio primo giallo. Non il primo libro, attenzione. Ho già scritto con l’ex prefetto di roma, Achille Serra, “Poliziotto senza pistola”, edito da Bompiani. Spero di essere pronta a pubblicare questa mia seconda fatica letteraria nel giro di un paio di mesi.Per il resto, leggo molto, dai romanzi ai saggi, soprattutto quelli storici. Dipingo quando posso, anche se il mio ultimo quadro risale a mesi e mesi fa…cerco di dedicarmi alla mia passione, il cavallo, ogni volta che posso.

Quando torno a casa, in Toscana, ad Arezzo, il mio papà equestre mi fa sempre il regalo più gradito: portarmi a fare una bella galoppata per i boschi. L’altra mia passione è la subacquea. Adesso è fin troppo tempo che non faccio immersioni, confesso che mi manca molto. Da ex pallavolista professionista, cerco di fare sport ogni volta che posso. In questi mesi mi sono accostata alla Kick boxe, davvero divertente. Dare pugni e calci a quel sacco mi scarica e mi ricarica nello stesso tempo. Per il resto sono diventata una brava donna di casa: preparo ottime cenette al mio compagno e, più spesso che posso, agli amici che vengono a trovarci a casa. Ascolto tanta musica, soprattutto le hit del momento. Mi sono innamorata dell’ultimo album di Jovanotti, che trovo bellissimo e poetico. Del resto, quale donna non vorrebbe che il proprio compagno gli dedicasse parole d’amore come quelle di “A Te“? Altra passione è il cinema. Andiamo ogni volta che possiamo, anche se i turni spesso non ci danno scampo. E poi fantastichiamo sugli itinerari del nostro prossimo viaggio. Dopo un mese in India, vorremmo andare in Perù.

Per terminare..c’è qualche progetto importante in vista di cui ci puoi parlare che ti vede protagonista?

Direi che il progetto più importante è il libro. Se dovesse andar bene ho in mente una serie sullo stile “Montalbano“. Evviva la modestia! Mi piacerebbe mettermi alla prova anche con la sceneggiatura di un’eventuale serie tv, per esempio. Perché no, mai porre limiti alla provvidenza, no? Sul fronte privato direi che il prossimo passo, prima del matrimonio, potrebbe essere un figlio/a. Oggi, per fortuna, è passata l’epoca che vedeva le donne interrompere bruscamente la loro carriera solo perché diventavano mamme. Oggi si può fare tutto, senza abdicare a nessun ruolo.

La pausa è finita, per Monica si prospetta un’altra intensa giornata di lavoro…

Commenti (3)

  1. E stata una bella intervista.
    Ma per me Monica è mitica: La ringrazio di esistere. E stupenda e suo marito deve essere fortunato… Spero che se la meriti. Mi piacerebbe conoscerla, deve essere anche buona:il suo sorriso è lo specchio della sua anima .
    Questa poesia è dedicata a lei:
    Monica,” j’aimerais être une larme pour naître dans tes yeux et mourir sur tes jolies lèvres”
    Ton Fan qui t’adore…
    Aimé

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