Antonella Delprino una giornalista a Sabato e Domenica estate

La conduttrice Tv e giornalista professionista Antonella Delprino, inizia la sua carriera in casa Rai nel 1998 realizzando servizi ed interviste prima per il programma settimanale Passioni poi per il programma Sfide, del quale è anche autrice.

Negli anni 2000 e 2001 collabora come autrice del programma La vita in diretta: ha condotto solo una puntata, ma è stata lei a leggere in diretta il comunicato stampa con il quale si annunciava la sospensione di Michele Cocuzza dalla conduzione del programma. Successivamente collabora sporadicamente con Porta e porta ed con il TG2 sempre curando la realizzazione di interviste e servizi esterni.

Nel 2005 è autrice del programma E la chiamano estate, andato in onda su Raidue in seconda serata: nel corso della sua carriera la Delprino si fa conoscere soprattutto grazie alla realizzazione di numerosissimi servizi esteri, anche in zone soesso pericolose di guerra, quali Iraq, Turchia e molte altre ancora. la sua attività giornalistica le ha permesso di realizzare importanti servizi, molti dei quali scomodi, ma estremamente curati ed aderenti alal realtà.

Sempre per la Rai ha realizzato due famosi reportage: Kabul oltre la cronaca e Juarez, dove uccidono le donne. Attualmente conduce il programma del weekend di Raiuno Sabato & Domenica Estate in onda il sabato e la domenica mattina alle ore 7.30, insieme a Massimiliano Ossini e Georgia Luzi.

Curiosità: Antonella Delprino è la moglie del giornalista Oscar Orefici. Grazie alla sua attività giornalistica la Delprino ha vinto il premio giornalistico internazionale Cisterna d’argento ed il premio internazionale per il giornalismo Donna Roma nel 2001.

3 commenti su “Antonella Delprino una giornalista a Sabato e Domenica estate”

  1. Lunedi 7 Settembre 2009 su RAI 1 alle 23:35 dopo il Tg 1
    è andata in onda la rubrica “E la chiamano estate 2009”
    con un servizio sui misteri intorno al recupero dei Bronzi di Riace
    che la brava autrice Antonella Delprino
    ha intitolato “Facce di bronzo”… come il libro del Prof. Giuseppe Braghò !

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