Ghost Whisperer: che succedera?

Il tema dei fantasmi stava perdendo lentamente fascino ai miei occhi, e il soffio fantasmatico di Ghost Whisperer riesce occasionalmente a riaccendere in me questa passione.

Qualche spoiler, alle porte di questo Settembre 2008, non fa assolutamente male, quindi partiamo in quarta segnalando subito la presenza di Jamie Kennedy, non esattamente quello che si può definire uno sconosciuto.

Costui ha infatti partecipato a film di un certo peso, come L’attimo fuggente, Romeo+Giulietta, Nemico Pubblico e Scream. La quarta stagione, verrà varata in autunno sulla CBS (il venerdì alle 20), e vedremo Kennedy nei panni di Eli, un laureato in psicologia che darà una mano a Melinda (Jennifer Love Hewitt) nelle sue peripezie.

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Recensione: Matrimonio alle Bahamas – C’è di peggio

Cristoforo Colombo (Massimo Boldi) è un milanese che lavora come tassista a Roma. La sua famiglia, composta dalla moglie siciliana Rosy (Anna Maria Barbera), il figlio pseudo rapper (Valentino Campitelli), il cognato ladro (Enzo Salvi) e la sua fidanzata Lory (Loredana De Nardis), e i surreali cugini di Cristoforo (I Fichi d’India) deve partire per le Bahamas dove è programmato (circa a metà film) il matrimonio di Valentina (Lucrezia Piaggio), l’altra figlia, quella studiosa con la borsa di studio all’università di Miami.
Valentina, durante il suo soggiorno a Miami, un ottimo toccasana per dimenticare il suo ex (Raffaello Balzo) ha infatti conosciuto Bob (Donald French) di cui si è perdutamente innamorata, senza sapere la natura benestante (o meglio facoltosa) della sua famiglia nonché le sue origini italiane: il padre Al Di Giacomo (Biagio Izzo) è un agente di borsa e la madre (Victoria Silvstedt), la classica riccona bella e inutile.
Matrimonio alle Bahamas è una piacevole commedia, fatta di umanità e semplicità, ma un pessimo film comico, dove l’unica a tener a galla la baracca, è proprio Anna Maria Barbera con il suo classico repertorio di storpiature, vista la palesata inutilità nella storia dei Fichi d’India e il guinzaglio messo a Enzo Salvi, che graffia ma non morde. Gli altri protagonisti maschili a partire proprio da Boldi e Izzo (che se avesse parti più interessanti forse non sarebbe male), risultano molto più piacevoli nei momenti di commedia, che in quelli pseudo comici dove di reciclano gag preistoriche o giochi di parola prevedibili fino all’inverosimile.

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