
Quando Vivere venne chiuso si parlò di un prodotto realizzato da Mediavivere, che avrebbe sostituito nei cuori degli spettatori i personaggi della soap.
Il prodotto in questione è Amiche Mie, una serie di 12 puntate di cinquanta minuti l’una, che si potrebbe definire un mix tra le Desperate Housewives (idea già ripresa da Mogli a pezzi) e Sex and the city.
La serie, ambientata a Milano, vede protagoniste quattro amiche single, Anna (Margherita Buy), Francesca (Elena Sofia Ricci), Marta (Luisa Ranieri) e Grazia (Cecilia Dazzi), che fanno del loro legame il punto di forza per avere una vita serena ed affrontare le avversità.
A cercare di mettere ordine nelle loro vite (Francesca è una organizzatrice di matrimoni e feste per divorzi, sposata con figlia, che si separa a quarantenni; Grazia è una traduttrice con due figli, sposata con un uomo perfetto, da cui dovrà allontanarsi perché così perfetto non è; Marta è una donna di spettacolo incapace di relazionarsi seriamente nella vita di coppia; Anna è una donna che fugge dalla provincia e dall’accoppiata marito-suocera, per ricominciare a vivere seppur abbia un figlio adolescente), c’è il Dottor G. (Guido Caprino), un affermato sessuologo, che offre alle donne il punto di vista maschile per affrontare i loro problemi.
Ad affiancare il cast delle protagonisti femminili ci sarà un gruppo variegato di uomini: Franco Castellano, Massimo Poggio, Stefano Pesce, Lillo (di Lillo e Greg), Franco Neri, Pino Quartullo, Michele La Ginestra e Daniele Formica.
Rimettersi in gioco a quaranta anni non è facile, ma la serie, diretta da Paolo Genovese e Luca Miniero, presentata un mese fa al RomaFictionFest, vuole provare a dimostrare, al pubblico (in teoria prettamente femminile), che l’impresa non è impossibile.
Certo, leggendo le storie delle quattro protagoniste, si potrebbe giocare a “trova la somiglianza” (io ne ho già individuate alcune), con le serie americane di riferimento, ma è probabile che, visto il buon cast, riuscirà ad andare oltre il facile citazionismo. Secondo voi?
