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The Tudors

The tudors

E’ giunta anche in Italia, da ieri per i prossimi giovedì sera su Mya, la serie televisiva ispirata liberamente agli eventi storici del sedicesimo secolo, The Tudors.

La serie, racconta in maniera cruda e diretta, la storia del regno di Enrico VIII, fatto di guerra, sesso, matrimoni, decapitazioni e scismi.

Il numerosissimo cast della serie comprende il Re Enrico Ottavo(Jonathan Rhys Meyers), il potente cardinale Thomas Wolsey (Sam Neill), Anna Bolena (Natalie Dormer), Thomas More (Jeremy Northam), il duca di Norfolk (Henry Czerny), Duca di Buckingham (Steven Waddington) e Caterina d’Aragona (Maria Doyle Kennedy).


La critica di mezzo mondo loda The Tudors, prodotto della Showtime che è giunta alla terza serie, ma personalmente, dopo aver visto il primo episodio, sono rimasto deluso: dopo meno di un minuto sul muro del palazzo di Urbino si vedono chiaramente scatolette di cavi elettrici del nostro tempo; poco dopo il re gioca a squash (credo) in una palestra con tanto di rete per il pubblico e muri piacevolmente tinteggiati, con tanto di stemma della casa reale stampato sul muro; i personaggi maschili, vestono alta moda e tutti dal re all’ultimo dei suoi servi è lindo e profumato, con tagli di capelli moderni, barba tagliata alla perfezione e nemmeno un pelo sul petto; le donne, di contro, presentano una depilazione che fa invidia ai centri di bellezza che usano il laser; la storia (soprattutto per quello che ho letto per essere il più esauriente possibile con voi lettori) è veramente ispirata e sottolineo ispirata, perché a quanto pare si fa confusione con i nomi e con gli avvenimenti.

A questo punto pare chiaro, che seppur la recitazione degli attori non deluda, seppur gli abiti siano molto piacevoli da vedere e le ambientazioni molto fastose e ricercate, l’attenzione per il dettaglio è l’ultimo aspetto a cui il creatore della serie dà peso: prima vengono l’azione, la grande cura per le scene di sesso esplicito etero e gay, i dialoghi molto drammatizzati e le oscure trame di palazzo.

La prima puntata, quella che avrebbe dovuto convincere lo spettatore a seguire tutte le rimanenti 9 (la prima stagione è formata da 10 episodi, la seconda da 10), non è esattamente il miglior spot per la serie: a parte gli errori di cui vi ho parlato, il ritmo è veramente molto lento, complice i numerosi personaggi che si susseguono, interrotto solamente da esplicite scene di sesso, che non riescono comunque a velocizzare la storia. Anche le diverse trame non aiutano lo spettatore ad appassionarsi, perché in 50 minuti vengono tutte appena sfiorate, dando l’impressione che per avere emozioni si debba attendere qualche puntata di troppo.

Concludendo: se non fate caso agli errori (orrori) storici, se accettate l’idea che nel millecinquecento gli uomini fossero modelli di Calvin Klein e se, soprattutto, vi piacciono gli intrighi di corte, ma reputate, scusatemi l’ironia, che Jean Claude e Sensualità a corte, non appaghino abbastanza il vostro bisogno di pettegolezzi, allora potrete gustarvi felicemente The Tudors. In caso contrario, se puntate ad ammirare le ambientazioni e i costumi, tappatevi il naso e sintonizzatevi su Mya.