Don Matteo 7, riassunto quinta puntata

di Redazione 1

Ieri sera è andata in onda la quinta puntata di Don Matteo 7. Nel primo episodio, dal titolo Una questione d’onore, Don Matteo (Terence Hill) trova una donna vicino ad un uomo sanguinante e privo di conoscenza disteso sul pavimento. Il Capitano Tommasi riceve la visita di un amico di nome Luca. Patrizia (Pamela Saino) lo informa che ha cambiato casa ed ha bisogno di una mano per trasferire tutte le sue cose. L’uomo ferito è Iorio Manuele, sergente dell’esercito che sembra sia stato colpito dalla moglie  Sonia.

La moglie ribadisce di averlo trovato a casa già ferito, ma ammette che il marito stava trascorrendo un periodo che non era dei più semplici e molto spesso era nervoso.

La moglie di Emanuele (che è in coma) viene trattenuta in carcere. La donna continua a dichiarare la propria innocenza e che entrambi non andavano d’accordo, motivo per cui avevano deciso di separarsi. Sonia sospettava anche che il marito la tradisse con un’altra donna. Don Matteo, parlando con il maresciallo Cecchini (Nino Frassica) è convinto dell’innocenza di Sonia, sia perchè la donna non avrebbe potuto mettere ko un uomo di quella corporatura, sia perchè era stato scattato l’allarme prima che Don Matteo arrivasse.

Il maresciallo sta per scoprire che la figlia Patrizia si sta trasferendo nella sua nuova abitazione e che ad aiutarla è proprio Giulio. Vengono interrogati  due colleghi di Emanuele, un uomo ed una donna, la quale amette di avere una relazione con lui. La donna racconta che Emanuele è cambiato per ciò che gli è successo in Afghanistan, dove ha perso un suo collega Paolo Patri.

Don Matteo viene a conoscenza del fatto che Luca, l’amico di Giulio è il fratello del tenente ucciso. L’uomo racconta di non aver ferito Emanuele, ma di aver scoperto che suo fratello era morto soltanto per salvarlo. Sonia viene momentaneamente scagionata per andare a trovare il marito in ospedale. Patrizia cerca di tirare il morale a Giulio per ciò che sta accadendo ed ha deciso di cenare con lui. Giulio non se la sente di passare la serata in compagnia di qualcuno, ma decide di confidarsi con Don Matteo, perchè è preoccupato per la sorte di Luca.

Mentre Giulio continua ad aiutare Patrizia a sistemare casa, tra i due sembra che stia nascendo un feeling che va al di là dell’amicizia. Il Capitano le consiglia di ritornare a casa dalla sua famiglia e la ragazza annuisce.

Dopo aver esaminato il pavimento, i carabinieri scoprono che ci sono tracce dianfibi militari, segno che prova che chi ha ucciso Emanuele è stato proprio uno dei suoi colleghi, che ha litigato con Emanuele in Afghanistan. Il sergente Sivieri confessa l’episodio raccontando di essere fuggito durante un’operazione provocando cosi la morte del tenente che aveva tentato di proteggerlo intervenendo all’interno di un villaggio pericoloso dove Sivieri si era recato. Emanuele non ce la faceva più a tenere questo segreto e per questo motivo i due avevano finito per litigare ed il soldato per colpire Emanuele. Quest’ultimo si risveglia e fa pace con la moglie.

Nel secondo episodio dal titolo Mai dire trenta, ad un’asta viene comprato un quadro al prezzo di trenta mila euro. Patrizia deve sostituire un’amica per fare un calendario. C’è stato un omicidio su cui indagano i carabinieri. La vittima è un certo Mezzo Serse, che aveva un negozio d’antiquariato a Pisa e che era a Gubbio per un’asta tenuta nei giorni scorsi. Un uomo di nome Maurizio (che lavora nella locanda dove è morto l’uomo) ammette di avere trovato Serse in questo stato (che ha una ferita alla testa e sembra sia caduto dalla doccia). Maurizio spiega anche che era stato l’uomo ad aver acquistato all’asta un quadro da trentamila euro e che il quadro era scomparso.

Analizzando il quadro, il maresciallo Cecchini scopre che vige una legganda secondo cui chiunque tocchi il quadro debba morire il trenta del mese corrente.  L’ultima ad aver visto l’uomo è stata una cameriera di nome Claudia Morresi, che era anche in possesso della tela. La ragazza confessa di aver soltanto rubato il quadro. Claudia secondo Don Matteo è innocente, è entrata cinque minuti dopo l’omicidio e ricorda di aver sentito il rumore dell’acqua della doccia, che successivamente è stata chiusa.

Giulio accompagna Patrizia nel luogo in cui deve andare a fare il calendario. Viene interrogato sul quadro un Conte che è anche critico d’arte per una valutazione complessiva. Il maresciallo Cecchini è preoccupato per la maledizione a cui dovrebbe andare incontro dal momento in cui ha toccato il quadro. Giulio ritorna da Patrizia dopo il servizio fotografico per riportarla a casa, ma l’auto non parte, i mezzi sono in sciopero ed i due sono costretti a passare la notte all’interno della stanza d’albergo dove è avvenuto l’omicidio di Serse. I due ragazzi ne approfittano per andare a cena insieme.

Anche Don Matteo ed il maresciallo Cecchini dormono nella stessa locanda dove passeranno la notte Patrizia e Giulio, venuti con l’intenzione di far vincere la paura di quest’ultimo sulla falsa maledizione del quadro. Don Matteo scopre che in locanda ci sono anche Patrizia e Giulio, ma fortunatamente il maresciallo non ne è a conoscenza della situazione. Claudia è stata scarcerata.

Viene interrogato un collezionista di opere d’arte fiorentino. In realtà la colpevole è la proprietaria della locanda, la Signora Cantini che avrebbe potuto comprare il quadro  grazie a Serse il quale, dapprima favorevole ad acquistarlo per lei, successivamente si era tirato indietro. Tra i due ne era nata una colluttazione e Serse aveva perso l’equilibrio cadendo e battendo la testa, provocando la sua morte.

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