Paese che vai: le micro Web Tv a confronto

di Sebastiano Cascone Commenta

 L’avvento delle nuove tecnologie, ha trasformato radicalmente lo scenario televisivo italiano, offrendo nuove opportunità di fruizione e contenuti più alti, adatti ad un pubblico sempre più esigente.

In particolare, dall’unione tra Internet e la televisione di nuova generazione, si è sviluppato il sistema delle web tv, canali gratuiti in rete con un proprio palinsesto ed un folto gruppo di appassionati spettatori.

L‘avvento delle nuove forme di comunicazione televisiva sono state al centro del terzo meeting terzo meeting Paese Che Vai, tentuto presso lo IULM di Milano e dove una sessantina di queste micro web tv si sono confrontate su un nuovo modo di intendere le trasmissioni televisive.

Tra gli ospiti che hanno dibattuto sul tema: Stefano Pileri (Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), Carlo Freccero (Rai4), Axel Fiacco (MTV), Marco Pratellesi (Corriere.it), Irene Pivetti (Fondazione Learn To Be Free), Tommaso Tessarolo (Current), Mirko Paje (Mediaset), l’autore Gregorio Paolini ed il regista Duccio Forzano.

Una tavola rotonda imperdibile per tutti gli appassionati di televisione. Un’occasione per analizzare indirettamente i mutamenti del piccolo schermo a partire dalle origine fino ad oggi. Nel corso della giornata sono stati consegnati i Teletopi, i riconoscimenti di settore che vanno a premiare chi si è distinto nel proprio lavoro sul web.

Dall’incontro è partita anche una raccolta di firme per chiedere alle piattaforme TLC delle formule di contratto a forfait entro determinati range di consumo per connessioni sia fisse sia mobili. L’accesso gratuito a tutti in banda larga su tutto il territorio nazionale è un obiettivo cardine da raggiungere entro pochi anni.

Se i tempi fossero davvero così brevi, quale sarebbe il futuro della televisione italiana? Si piegherebbe alla forte avanzata delle tecnologie informatiche o troverebbe modo di risorgere dalle proprie ceneri, rinventandosi nuovamente?

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