Pubblicità – 12 – Il product placement

di Redazione 4

Ancora ricordiamo come negli anni ’70, citiamo questo periodo perché è quello che ci è rimasto meglio impresso, si potesse notare in molti film la classica scena, dove il protagonista si concedeva un attimo di relax in compagnia di una buona bottiglia di wisky, cautelandosi che l’etichetta fosse ben in vista di fronte la macchina da presa, o magari il personaggio femminile si permettesse di offrire con naturalezza all’ospite di turno una sigaretta, di cui veniva mostrato il pacchetto con il nome in primo piano.

Un tempo si sarebbe chiamata pubblicità occulta, un modo come un’altro per reclamizzare anche al cinema una nota marca con tanto di testimonial d’eccezione, come nel caso di Sean Connery nel ruolo di 007 e della sua gloriosa Aston Martin, l’automobile fedele compagna di tante avventure, ora però quella che una volta sarebbe stata considerata una mossa furba, solo implicitamente autorizzata e comunque illegale, si è trasformata in una tecnica di comunicazione ufficialmente riconosciuta con il nome di Product Placement.

Dal 2004 la pubblicità nei film al cinema è legale anche in Italia, pare che a livello emotivo abbia un forte impatto verso il pubblico, alla stregua di quella subliminale. E’ giusto operare i debiti distinguo: questo tipo di commercializzazione è espressamente vietato in tv, dove ogni passaggio pubblicitario deve essere indicato con l’apposita scritta per non generare alcun tipo di errata interpretazione, è già successo in passato però che l’ospite di una trasmissione si presentasse con un jeans o la maglietta di una nota marca, in quel caso come ci si dovrebbe comportare? Dirgli di toglierla?


Quanto al product placement, dicevamo che ormai è una pratica molto diffusa, uno degli esempi più lampanti da citare il film Nemico Pubblico, del 1998 con Will Smith, che fu utilizzato per lanciare una nuova linea di telefoni cellulari di una nota marca.

Pare siano soprattutto le auto le vere protagoniste di questa forma di pubblicità, forse perché hanno un ascendente particolare su un certa tipologia di pubblico che frequenta le sale cinematografiche, quale quello giovane. Anche il cinema italiano, si diceva, non si esime dal product placement ma anzi di recente ne ha data chiara dimostrazione di utilizzo nel film Caos Calmo, dove il protagonista Nanni Moretti, si presenta con la sua fiammante berlina, di marca tedesca.

Di esempi lampanti da citare ce ne sono a migliaia, come nel film Indipendence Day, dove il marchio di una nota bevanda compare ripetutamente in una scena, oppure se ci fate caso nei film ma anche nei telefilm americani la marca dei cellulari è sempre quella, fra le più note del Paese d’origine da cui provengono le pellicole.

Ora che avete letto questo articolo la prossima volta che andate al cinema, prendete nota! Qualora nel fim appaia un marchio conosciuto, fatecelo sapere, ancora di più se lo notate in televisione senza la scritta apposita, perché in quel caso sarebbe illegale e noi potremmo farci un bel post sopra..

Commenti (4)

  1. bisogna dire che l’eliminazione delle marche darebbe un tono finto al film. cmq bisogna essere idioti per farsi influenzare in tal modo, quindi è giusto che in italia sia vietato

  2. C’è una trasmissione di All Music, TransEurope, che pubblicizza spudoratamente la nuova Renault Twingo e i telefonini di ultima generazione Nokia. E’ legale tutto questo?

    Grazie

  3. @ vito:Caro Vito,
    secondo te è legale che nella trasmissione di Maria De Filippi si pubblicizzi lo spettacol dei ragazzi di Amici scritto da Maurizio Costanzo, in scena al Brancaccio gestito da Maurizio Costanzo?
    E’ legale sponsorizzare un film con tanto di filmati e trailer (i trailer per definizione non sono filmati promozionali?)?
    Tra un pò tutto questo sarà legale e ne parleremo probabilmente proprio domani sul nostro blog.
    Continua a leggerici.
    Buona giornata!

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