Sanremo 2014, monologo di Maurizio Crozza | La Bellezza

di Redazione Commenta

Così come era stato per Luciana Littizzetto tre giorni fa, anche il monologo di Maurizio Crozza a Sanremo 2014 è incentrato sul tema della bellezza. Con più di un riferimento alla scena politica, in perfetto Crozza Style. Dopo il salto, il video completo del monologo presentato sul palco dell’Ariston.

Nel mirino del comico genovese, tornato sul palco di Sanremo dopo la brutta esperienza dell’anno scorso, quando fu a lungo contestato dal pubblico in sala, ci sono Carlo Giovanardi e la sua battaglia contro gli omosessuali, Beppe Grillo e la classe politica in generale, incapace di condurre fuori dalla crisi un popolo, il nostro, impossibilitato a fare progetti e destinato a continuare su questa strada ancora per molto.

Ma non solo: Maurizio Crozza ne ha anche per John Elkann che qualche giorno fa si è reso protagonista di una dichiarazione infelice sui giovani che starebbero ancora a casa con i genitori perché privi di aspirazioni e non per reali problemi lavorativi. L’attacco di Crozza è frontale:

I giovani stanno a casa perché non trovano lavoro, ma soprattutto perché non hanno ereditato la Fiat da tuo nonno come te

E sul finale c’è spazio anche per l’imitazione del nuovo premier, Matteo Renzi: una parrucca in testa e due denti sporgenti è quanto occorre al comico genovese per calarsi perfettamente nella parte.

Cambierò il Paese, abbasserò il Pil, aumenterò il pilates, meno tute blu, più bluetooth, meno welfare, più woolrich. Il primo decreto sarà far durare marzo due anni e mezzo, fare di marzo non il mese del fare, ma del durare.

Stavolta, per Maurizio Crozza, solo applausi.

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